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Teatro dell’Opera di Roma, presentazione a Torino della rivista Calibano. Mefistofele/Postumano”

La presentazione giovedì 8 febbraio alle 18.30 al Circolo dei lettori di Torino

La strenua tendenza a superare i propri limiti caratterizza da sempre l’essere umano. Ma fino a dove è lecito spingersi? Eredità digitale post mortem, intelligenze artificiali e sperimentazioni artistiche, gravidanze fuori dal corpo umano e ridefinizione del genere sono solo alcuni fra i temi affrontati nel secondo numero di “Calibano. Mefistofele/Postumano”, la rivista di attualità culturale del Teatro dell’Opera di Roma edita dalla casa editrice effequ. Giovedì 8 febbraio, alle ore 18.30, la rivista viene presentata al Circolo dei lettori di Torino. Intervengono Davide Sisto, tanatologo, il direttore della rivista Paolo Cairoli e la codirettrice editoriale di effequ Silvia Costantino.

“Calibano” è nato come spazio di approfondimento e di dibattito a partire da un titolo d’opera e da un tema ad esso collegato. Così, dopo “Aida/Blackface” e “Madama Butterfly/L’Orientale”, il terzo volume della rivista si interroga sui prometei del nostro tempo, ispirandosi al Mefistofele di Arrigo Boito che a novembre ha inaugurato la stagione 2023/2024 dell’Opera di Roma. Ovviamente si parla di intelligenza artificiale, e di tutti i rischi anche etici connessi con il suo sviluppo; ma anche di ectogenesi, ossia della gravidanza esterna al corpo della donna; dell’eredità digitale dopo la morte e delle nuove inquietanti forme di interazione con gli avatar dei defunti; del superamento dei limiti fisici e fisiologici nello sport, attraverso l’impiego di dispositivi tecnici e medici.

Ampio spazio anche alle arti, con i possibili sviluppi della danza nel metaverso, con uno sguardo sull’uso delle macchine per ampliare le modalità di produzione sonora in musica, e con una ricognizione del postumano nel mondo della graphic novel e delle serie tv. La letteratura offre poi un vasto immaginario di drammi legati al superamento della finitudine umana, da Frankenstein di Mary Shelley a Poor things di Alasdair Gray, recentemente divenuto un film grazie a Yorgos Lanthimos, vincitore del Leone d’oro a Venezia.

Nella rivista trovano spazio anche una testimonianza dell’artista transgender Agnes Questionmark, che intende trascendere con la sua opera non solo il genere ma anche la stessa figura umana, e un racconto inedito di Laura Pugno, antesignana del postumano nella narrativa italiana.

Come sempre, le illustrazioni di “Calibano” sono realizzate con l’ausilio di programmi di intelligenza artificiale (Midjourney e DALL-E 3), con i quali ha lavorato l’artista grafico Merzmensch, mentre la copertina è un collage firmato da Giulio Paolini.

“Calibano” è disponibile in libreria e online sul sito effequ. Una selezione di saggi dei tre numeri della rivista è inoltre fruibile gratuitamente sul sito operaroma.it: di Mefistofele/Postumano è pubblicato un testo di Verena Andermatt Conley, docente di Harvard, sulla possibile interpretazione odierna della figura di Faust, accanto a un articolo del musicologo Giuliano Danieli che prende in rassegna le più recenti esperienze del teatro musicale influenzate dal postumano.

Copertina del secondo numero. Credito dell’illustrazione: Collage di Giulio Paolini (Foto Ⓒ Luca Vianello, Torino / Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino / Ⓒ Giulio Paolini)

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