Medea

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Dopo il balletto “Il lago dei cigni” nell’interpretazione del Rostov State Opera Ballet che venerdì scorso ha registrato i tutto esaurito e riscosso un grandissimo successo, la programmazione del Teatro Mancinelli di Orvieto prosegue sabato 28 gennaio alle ore 21 con MEDEA di Euripide, per la regia di MAURIZIO PANICI. Lo spettacolo è coprodotto da ArTè/Associazione Teatrale Pistoiese in collaborazione con Teatro dei Due Mari.
A dare voce e corpo a Medea, uno dei personaggi più affascinanti ed estremi della tragedia classica e moderna, un’attrice intensa e carismatica come PAMELA VILLORESI; al suo fianco, nel ruolo di Giasone, DAVID SEBASTI, già in coppia con la Villoresi nelle due precedenti produzioni Marlene e Appuntamento a Londra del Premio Nobel Vargas Llosa, entrambi applauditi al Mancinelli rispettivamente nel 2009 e nel 2010. Nel cast, oltre allo stesso Panici, anche Renato Campese, Silvia Budri Da Maren, Andrea Bacci e Evelina Meghnagi.
Medea è una delle tragedie greche più amate e più frequentemente rappresentate, più attuali ed inquietanti della letteratura universale, che non smette di commuovere e alimentare riflessioni di fronte al perché di un gesto fatale come l’uccisione dei propri figli, che è anche cronaca dei nostri giorni. Un’opera ricchissima di problematiche sociali, etiche e psicologiche, dove gli scontri frontali fra la donna e il suo sposo, ovvero fra la maga della Colchide e il capo degli Argonauti Giasone, hanno una inimmaginabile ambivalenza, dal momento che le ragioni dell’una e quelle dell’altro fanno pendere la bilancia della giustizia ora da una parte ora dall’altra. I due erano giunti a Corinto profughi dalla Tessaglia, coi loro due bambini. Ma qui Giasone, dimenticando i doveri di marito e di padre, in nome di potere, agiatezza e fama, aveva deciso di convolare a nuove nozze con Glauce, figlia di Creonte, re della città greca. È questa la scintilla che scatena prima gli sfoghi, poi le ire, poi la rabbia violenta e vendicatrice di Medea, che accusa, inveisce, minaccia e maledice, aprendo l’animo ad una puntuale analisi della condizione della donna nella molteplicità dei suoi ruoli: essere umano soggetto ai pregiudizi, moglie subordinata al marito, ospite rifiutata di una terra straniera che le è ostile, compagna tradita e offesa da chi avrebbe dovuto amarla e proteggerla.
Medea irrompe nel teatro antico come elemento di assoluta modernità. Euripide evidenzia il ruolo della figura femminile quale portatrice di nuovo pensiero, capace di mettere in discussione i rapporti tra uomo e donna lasciando intravedere nuove possibilità. La Medea messa in scena da Maurizio Panici è una tragedia capace di far emozionare di fronte al dolore di una donna e rabbrividire davanti alla forza devastante delle passioni. Il testo di Euripide è presentato nella nuova traduzione e adattamento teatrale firmati da Michele Di Martino e Maurizio Panici, che evidenziano la potente attualità e ‘universalità’ del testo. I costumi ed il progetto scenico (elaborato da Giorgio Gori) sono di Michele Ciacciofera. La colonna sonora è di Luciano Vavolo, arricchita dai canti di Evelina Meghnagi, le luci sono di Emiliano Pona.

 

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