Ercole e le stalle di Augia

0
285
Condividi TeatriOnline sui Social Network

40+1Stagione 2012-13 – 40 anni di teatro a Napoli

CLASSICI Contemporanei”

7/10 novembre mattinate scolastiche

Teatro dell’Elce di Firenze presenta ERCOLE E LE STALLE DI AUGIA

 di F. DÜRRENMATT

con Stefano PARIGI

regia Marco DI COSTANZO

suono Andrea Pistolesi – musiche Giovanna Bartolomei

traduzione Ippolito Pizzetti – adattamento Marco Di Costanzo

in collaborazione con Teatro di Reggello

Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio di Musica di Firenze

Osa vivere adesso e vivere qui, in mezzo a questo deserto paese senza forma: questa è l’impresa eroica che ti affido, figliolo, la fatica d’Ercole che impongo alle tue spalle”

Friedrich Dürrenmatt, da Ercole e le stalle di Augia

Attraverso un’ironia dissacrante ed esasperata, Ercole e le stalle di Augia trova nella parodia di una vicenda mitologica l’occasione per riflettere e ironizzare sulla ineluttabile disfatta del mondo contemporaneo. L’analisi delle contraddizioni e dei conflitti sociali si esprime in una chiave farsesca e grottesca di tragica spietatezza, che tende a dilatarsi alla condizione esistenziale dell’intera umanità: una condizione segnata dal caso e oppressa dal Male, in cui ogni gesto e tentativo di ribellione è destinato al fallimento. Da un lato il testo, scritto in origine per la radio, riflette in modo mirabile il disorientamento e la sfiducia nelle sorti del nostro tempo, dall’altro il linguaggio scenico adottato dialetticamente da Marco Di Costanzo scommette senza riserve sull’elemento umano: l’attore. Un solo attore, nello spazio vuoto, lotta eroicamente con un dramma che si sposta senza soluzione di continuità da Tebe a Elis, da rupi deserte a un’aula di parlamento, con dialoghi, dibattiti politici, un circo, scene di massa e peripezie avventurose. Lo spettacolo porta alle estreme conseguenze l’uso polisemico di pochi, semplici oggetti e di una geometria allusiva, che consente di trasformare lo spazio grazie alla complicità dell’immaginazione dello spettatore.

Riferimenti web: PROMO A http://vimeo.com/49304138 – SITO www.teatrodellelce.it

Il progetto prevede: spettacolo, breve dibattito

Ambiti didattici di interesse: Lettere, Storia, Sociologia/psicologia

Durata: 75 minuti / Prezzo studenti: 10.00 euro / Data e Orario spettacolo: da concordare

IL TESTO

“Narra quel bravo vecchio di Gustav Schwab che la quinta fatica cui Ercole dovette piegarsi sotto il re Euristeo, pare fosse quella di spazzar via in un sol giorno tutto il letame dalle stalle di Augia…”. Con questo incipit Dürrenmatt comincia il racconto della versione non ufficiale della quinta fatica di Ercole. L’eroe è sopraffatto dai debiti a causa dell’alto tenore di vita che si impone a un uomo del suo rango. Proprio quando la sua situazione finanziaria sta diventando disperata, riceve una lettera da Augia, presidente dell’Elide, che gli chiede di ripulire il suo paese sommerso dal letame in cambio di un lauto compenso. In un primo momento l’eroe rifiuta sdegnosamente, ma poi si lascia convincere dal segretario Polibio e dalla sua compagna, Deianira, della necessità dell’impresa. All’arrivo in Elide, Ercole e i suoi vengono accolti dai notabili elei con festeggiamenti degni di un evento storico. Subito Ercole individua una soluzione rapida ed efficace per deletamizzare. Ma a quel punto il parlamento eleo comincia a ritardare con mille pretesti l’esecuzione del progetto. Ercole e i suoi sono costretti a una estenuante permanenza forzata in Elide in attesa delle decisioni delle commissioni parlamentari. Proprio quando è ormai chiaro che gli elei non decideranno mai di liberarsi dal letame, arriva una lettera dal re della Stinfalia, che propone a Ercole di ripulire il suo paese dallo sterco ripugnante delle arpie. Prostrati dalle circostanze, Ercole, Polibio e Deianira decidono di fuggire durante la notte alla volta della Stinfalia.

Non vorrai pretendere anche tu che vada a spalar letame!”

Non è importante quel che uno fa, ma come lo fa.

Tu sei un eroe, e deletamizzerai da eroe”

Friedrich Dürrenmatt, da Ercole e le stalle di Augia

APPUNTI DI REGIA

Il testo di Ercole e le stalle di Augia presenta un equilibrio splendido tra la comicità del tono e la profondità delle sfumature liriche e tragiche che vi sono contenute. Altra caratteristica sorprendente è “la perfetta ed elegante convivenza tra l’ambientazione classica e il contrappunto di elementi contemporanei. Tale equilibrio è facilmente conservato in radio, ma è irrealizzabile nel momento in cui si cerchi una trasposizione visiva diretta (I. A. Chiusano)“. Questa considerazione ci spinge a dare allo spettacolo la forma di un passaggio ininterrotto tra azione e narrazione …

Chiediamo all’attore un gioco scoperto … Il pubblico deve essere stimolato a riempire con l’immaginazione il vuoto della scena. È importante che non si prenda la deriva del trasformismo, né dell’illusionismo: il gioco teatrale deve essere smaccatamente scoperto, il pubblico deve vedere il trucco.

L’attore e lo spettatore dovranno essere, da questo punto di vista, sullo stesso piano e il loro rapporto reciproco dovrà essere sincero: entrambi dovranno credere alla stessa realtà fantastica. Bisogna che il pubblico riesca a seguire lo spettacolo con uno sguardo il più possibile ingenuo …

L’unico vero personaggio dello spettacolo è Polibio, il segretario di Ercole, che è anche il narratore. Proprio in qualità di narratore, anche nel nostro allestimento egli racconta, come avrebbe fatto in radio. La differenza è che la sua narrazione talvolta si farà azione e sarà lui a incarnare tutte le altre voci …

Se adesso Ercole deletamizzerà il paese, forse ci saranno anche qui da noi

come a Tebe stupendi edifici, e forse anche una rocca, e il mio paese sarà simile al tuo.

Ma vedi, Deianira, è questo che temo, che tutto ricominci da capo, che il letame ritorni,

che l’intera fatica d’Ercole diventi inutile, perché noi non sappiamo vivere senza letame.

Ho paura del futuro, Deianira.”

Friedrich Dürrenmatt, da Ercole e le stalle di Augia

LA COMPAGNIA TEATRO DELL’ELCE

Il Teatro dell’Elce nasce nel 2005 su iniziativa del regista Marco Di Costanzo come progetto di ricerca intorno al lavoro dell’attore e al rapporto tra teatro e mondo. La compagnia realizza varie produzioni distribuite in Italia e all’estero, tra le quali Cinquanta! (epopea di un faticoso entusiasmo), spettacolo non verbale ambientato durante il cosiddetto boom economico italiano, Fatma, prima rappresentazione e traduzione italiana dell’omonimo testo dell’autore algerino M’hamed Benguettaf, Il Salone di Z***, performance sensoriale sul mondo dei barbieri da uomo, Fronteras, creazione originale realizzata a Barrancabermeja (Colombia) in collaborazione con il Centro Cultural Horizonte.

Teatro Sancarluccio

Via San Pasquale a Chiaia 49 – 80121 Napoli

Tel 081405000 / fax 081426161

e-mail: sancarluccio@teatrosancarluccio.com / www.teatrosancarluccio.com

LEAVE A REPLY