Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

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Stravinskij

Pulcinella, suite

Šostakovič

Concerto n. 2  per pianoforte e orchestra op. 102

Prokof’ev

Lieutenant Kijé, suite op. 60

 Khachaturian

 Masquerade, suite

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

 

Pianoforte Boris Petrushansky

Direttore Giuseppe Grazioli

 

Si va dal registro della commedia dell’arte a quello patriottico, dal classicismo alle avanguardie fino ai richiami nazionali: vari temi espressivi della musica russa del Novecento in un affresco fascinoso e multicolore che conduce l’ascoltatore per mano in un viaggio attraverso un secolo.

Un affresco godibilissimo che questo 27° programma della Stagione sinfonica de laVerdi  (Auditorium di Milano, largo Mahler, giovedì 21 ore 20.30, venerdì 22 ore 20.00, domenica 24 marzo ore 16.00, info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org) propone al proprio pubblico, attraverso quattro autori chiave della Russia del secolo scorso. Un viaggio immaginario e immaginifico che ci porterà a incontrare nell’ordine Stravinskij, con la suite dal balletto Pulcinella; Šostakovič, con il Concerto n. 2 per pianoforte e orchestra; Prokof’ev e la suite dalla colonna sonora del film Il luogotenente Kijé (una vera rarità); infine l’armeno Khachaturian, con la suite dalla commedia Masquerade.

Sul palco dell’Auditorium di Milano, a guidare l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, la bacchetta di Giuseppe Grazioli, tra i direttori più amati dal pubblico de laVerdi, ideatore tra l’altro del fortunato progetto Domenica mattina con laVerdi

Guest star di questo nuovo appuntamento con la musica di qualità il pianista moscovita Boris Petrushansky, abituale, graditissimo ospite de laVerdi, che si confronterà attraverso la sua ben conosciuta maestria e proverbiale eleganza stilistica con il Concerto n. 2 di Šostakovič.

 

 

Giovedì 21 marzo ore 18.30

Conferenza

Ciclo La musica russa nel Novecento

Relatore Fausto Malcovati e Anna Maria Morazzoni

Ingresso libero

 

 

Programma

Il successo di orchestrazioni di Tommasini e di Respighi da Domenico Scarlatti e da Rossini, indusse Diaghilev a commissionare a Stravinskij la strumentazione di musiche di Pergolesi per un nuovo balletto, Pulcinella, che fu rappresentato a Parigi il 15 maggio 1920. Dalle contraddittorie e imprecise dichiarazioni di S. non è possibile sapere con sicurezza con quale metodo e da chi sia stata compiuta la prima scelta dei materiali su cui lavorare: certo essi appartengono in gran parte ai falsi pergolesiani, come i Concertini (dell’olandese van Wassenaer) o le Sonate a 3 (probabilmente di Gallo). Solo nove dei pezzi inseriti nel Pulcinella sono davvero di Pergolesi (da Flaminio, da una cantata, da Lo frate ‘nnammorato, da una Sonata per violoncello e basso continuo). Ma più delle indagini recenti degli studiosi pergolesiani, che S. non poteva conoscere, importa ricordare che cosa  poteva rappresentare per lui l’immagine di Pergolesi o del Settecento napoletano, che allora si ravvisava nelle pagine false come in quelle autentiche: egli ne sentiva congeniali la vitalità ritmica, un certo gusto popolaresco, la gestualità mobilissima, rapida e incisiva di certe pagine buffe. Per la prima volta, attraverso questo materiale S. stabiliva un rapporto con il passato colto europeo, esercitando la sua stilizzazione su punti di riferimento nobili, oltre che estranei a quelli nazionali di cui fino allora si era nutrito. Il balletto completo comprende 18 pezzi; la suite sostituisce le voci con strumenti.

Circa 24 anni separano il Secondo concerto per pianoforte e orchestra op. 102 dal Primo concerto. Scritta nel 1957, questa composizione fu dedicata da Šostakovič al figlio Maxim, anch’egli pianista, che ne curò la prima esecuzione pubblica il giorno del suo diciannovesimo compleanno, il 10 maggio 1957, al Conservatorio di Mosca, con l’Orchestra Filarmonica di Stato dell’URSS diretta da Nikolai Anosov. Il concerto, piuttosto breve, presenta una scrittura solistica di relativa semplicità, basando tutto il suo charme sulla chiarezza melodica e sull’eleganza della costruzione.

Prokof’ev fu particolarmente attivo come autore di musica da film, componendo, tra l’altro, il commento sonoro all’Aleksander Nevskij di Eisenstein, uno dei suoi capolavori. Anche la musica per il film Il luogotenente Kijé di Fejncimmer (1933) rivela alcuni tratti peculiari della personalità musicale di P., come lo humor sarcastico e talora incline ai toni grotteschi tipici della comicità russa. Nel caso de Il luogotenente Kijé, siamo di fronte a una trama surreale in cui si narrano le vicende di un personaggio inesistente, la cui vita fittizia è dovuta soltanto a un errore in un decreto dello Zar. Questo personaggio segue tutta la trafila di un’esistenza normale, passando attraverso l’amore, il matrimonio, i vizi e la morte; eventi riassunti nei cinque quadri della suite sinfonica ricavata dal film, eseguita per la prima volta a Mosca nel 1933.

Khachaturian scrisse la colonna sonora di Masquerade nel 1941 per la produzione dell’omonima commedia del poeta e commediografo russo Mikhail Lemontov, a cura del regista Ruben Simonov. Meglio conosciuta in forma di suite (cinque movimenti), fu eseguita per la prima volta il 21 giugno 1941 al  Vakhtangov Theatre di Mosca. Un aspetto curioso e divertente della composizione riguarda il famoso tema del valzer (movimento d’apertura della suite), che diede parecchi grattacapi al suo autore. Colpito dalle parole di Nina, l’eroina della commedia, che esclama: “Ma com’è bello il nuovo valzer!…quel qualcosa tra la tristezza e la gioia che ha conquistato il mio cuore!”, K. ha dovuto lottare non poco “per trovare un tema che risultasse bello e nuovo al tempo stesso”. Il suo ex insegnante, Nikolai Myaskovsky, tentò di aiutarlo offrendogli una collezione di romanze e di valzer per stimolare l’ispirazione del compositore. Lo stesso K. ammise che, se non fosse stata per quella strenua e insistita ricerca di uno stile  e della ispirazione melodica appropriati, non avrebbe mai scoperto il secondo tema del valzer che ha agito, nelle parole dell’autore, “come un magico legame che mi ha consentito di costruire l’intera catena”. Il resto della composizione, infatti, risultò facile e immediato per un effetto complessivo assai gradevole.

 

Biografie

Giuseppe Grazioli si é diplomato in pianoforte con Paolo Bordoni, in composizione con Niccolò Castiglioni ed ha studiato direzione d’orchestra con Gianluigi Gelmetti, Leopold Hager, Franco Ferrara, Peter Maag e Leonard Bernstein. Ha diretto le principali orchestre italiane, fra le quali Accademia di Santa Cecilia di Roma, Orchestra RAI di Roma e Napoli, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Comunale di Trieste, Orchestra dell’Ente Arena di Verona, Orchestra del Carlo Felice di Genova, Orchestra Haydn di Bolzano, Pomeriggi Musicali e Orchestra Giuseppe Verdi di Milano. Dal 1995, anno in cui ha debuttato a St.Etienne con Madama Butterfly, svolge una intensa attività in Francia  Molto apprezzata per la particolarità delle proposte è anche la sua produzione discografica. Dopo una serie di 3 CD con il gruppo Harmonia Ensemble dedicati a rarità del ‘900 (De Falla, Auric, Martinu, Casella, Malipiero, Rieti, Lambert, Bax, Bartok), ha registrato diverse composizioni di Nino Rota: l’opera La visita meravigliosa, entusiasticamente accolta e premiata dalla critica di tutto il mondo; un CD dedicato alla musica per orchestra (Choc du Monde de la Musique) e infine alcuni lavori per il teatro (Lo scoiattolo in gamba, Cristallo di rocca) con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi. E’ appena stata pubblicata per l’etichetta CPO la prima registrazione assoluta del brano Quadri di Segantini di Zandonai, realizzata con l’Orchestra Haydn di Bolzano.

Il 31 dicembre 2001 ha diretto alla Scala il concerto sinfonico che ha chiuso le attività in Teatro prima dei lavori di restauro. Nel giugno 2002 ha diretto, al Teatro Châtelet di Parigi, il concerto finale del concorso di canto Operalia, in seguito al quale Placido Domingo lo ha invitato a dirigere Lucia di Lammermoor all’Opera di Washington. Nel maggio 2003 ha diretto per il Teatro alla Scala la prima mondiale di Vita di Marco Tutino.

Recentemente  è stato presente nel cartellone del Teatro Regio di Torino (Orfeo agli Inferi, La Tempesta di Purcell/Galante e Le nozze di Figaro), del Carlo Felice di Genova (Candide), del Teatro Comunale di Bologna (The Beggar’s Opera), dell’Opera di Roma (Il Gatto con gli Stivali), del Teatro Rendano di Cosenza (L’elisir d’amore), all’Università di Yale (Il Trittico, A Midsummer Night’s Dream e Don Giovanni) all’Opéra de Quebec (Lucia di Lammermoor) ed ha diretto numerosi concerti sinfonici con le Orchestre del Carlo Felice di Genova, del Teatro de La Maestranza di Siviglia e con l’Orchestra Sinfonica di Tenerife. Nel mese di ottobre 2008 ha diretto all’Opera di Washington I pescatori di perle di Bizet e nel luglio 2010 ha inaugurato il Festival di Martina Franca con Napoli Milionaria di Nino Rota, ripresa poi a Cagliari nel luglio 2011. Nell’agosto 2011 ha registrato con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo una vastissima selezione dell’opera di Nino Rota, tra cui alcuni inediti e rarità, che verrà riprodotta in 6 cd, i primi due usciti lo scorso 26 febbraio.

Boris Petrushansky è nato a Mosca nel 1949 da genitori musicisti. A 8 anni viene ammesso alla Scuola Centrale presso il Conservatorio di Mosca nella classe di Inna Levina. Nel 1964 il quindicenne pianista incontra uno dei piu grandi musicisti dei nostri tempi, Heinrich Neuhaus, e diventa il suo ultimo allievo. Quei non molti mesi trascorsi nella classe di Neuhaus sono stati determinanti sotto molti aspetti per tutto il successivo sviluppo dell’artista, completatosi sotto la direzione del Prof. L. Naumov, allievo ed assistente di Neuhaus, un musicista fine, fedele custode delle tradizioni romantiche della scuola che ha dato al mondo Gilels e Richter.

Ai premi dei tre concorsi vinti (Leeds, 1969; Monaco, 1970; Mosca; 1971) è seguita una pausa dovuta alla preparazione di un nuovo lancio qualitativo, culminato con la vittoria al Concorso “Casagrande” di Terni nel 1975.

Tra le orchestre con cui ha suonato nominiamo l’Orchestra Sinfonica di Stato dell’URSS, Filarmonica di S. Pietroburgo, Filarmonica di Mosca, della Repubblica Ceca, di Helsinki, la Staatskapelle di Berlino, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Moscow Chamber Orchestra, New European Strings, Orchestra da Camera della Comunità Europea. Ha collaborato con direttori d’orchestra come J. Ferencik, M. Atzmon, P. Berglund, Lu Jia, E-P. Salonen, V. Fedoseev, J. Latham Koenig, A. Nanut, V. Gergiev, R. Abbado, V. Jurowsky. Tra i partner di musica da camera spiccano i nomi di L. Kogan, I. Oistrakh, V. Afanasiev, D. Sitkovetsky, M. Maisky, Quartetto Borodin, Philharmonia Quartett Berlin.

Ha registrato per la Melodia (Russia), Art & Electronics (Russia-USA), Symposium (Inghilterra), Fone, Dynamic, Agorà e Stradivarius (Italia). Boris Petrushansky continua una intensa attività concertistica sia in Italia che in Russia, dove ritorna regolarmente, nonché in Germania, Austria, USA, Svizzera, Francia, Svezia, Finlandia, Irlanda, Inghilterra, Spagna, Belgio, Slovenia, Croazia, Polonia, Ungheria, Israele, Sud Africa, Egitto, Messico, Taiwan, Japan, Hong Kong.

Docente al Conservatorio di Mosca dal 1975 al 1979, ha tenuto Masterclass negli USA, Gran Bretagna, Irlanda, Germania, Francia, Belgio, Giappone, Corea del Sud, Russia, Polonia. È stato membro di giuria nei concorsi di Bolzano, Varsavia, Terni, Vercelli, Tongyeong, Orlèans, Parigi. Petrushansky vive in Italia e insegna all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” dal 1990; è inoltre frequente e acclamato ospite de laVerdi di Milano.

 

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo

Largo Gustav Mahler

tel. 02.83389.401/2/3 (orario biglietteria: da martedì a domenica 14.30 – 19.00)

Date concerti

Giovedì 21 marzo 2013, ore 20.30

Sabato 22 marzo 2013, ore 20.00

Domenica 24 marzo, ore 16.00

Biglietti

Euro 31,00/23,50/18.00/13,00

 

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Ufficio Stampa

Massimo Colombo

Tel.  +39 02 83389.329 – 393 5285464

massimo.colombo@laverdi.org, www.laverdi.org

 

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