Ubu Roi

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fotodi Alfred Jarry
regia ROBERTO LATINI

musiche e suoni Gianluca Misiti,scena Luca Baldini
costumi Marion D’Amburgo, luci Max Mugnai

con Roberto Latini

e con Savino Paparella, Ciro Masella, Sebastian Barbalan, Marco Jackson Vergani, Lorenzo Berti,
Guido Feruglio, Fabio Bellitti

produzione FORTEBRACCIO TEATRO
un progetto realizzato con la collaborazione del Teatro Metastasio Stabile della Toscana

Dopo il grande successo del 2012, ritorna a Prato la fortunata produzione dello stabile toscano: UBU ROI per la regia di Roberto Latini, che per il terzo anno consecutivo prosegue la sua tournèe in Italia e all’estero; infatti dopo Prato lo spettacolo sarà a Torino, per poi dirigersi verso Bogotà (XIV Festival Iberoamericano de Teatro).

Datato 1896, Ubu Roi è la definizione di un processo di teatralizzazione unica: un gioco scolastico che diventa spettacolo per marionette e poi occasione scenica per riflessioni sulla natura dell’arte teatrale. Il tempo, l’arte intorno all’arte e tutto ciò che è il teatro degli ultimi cent’anni, hanno reso possibile ricollocare Jarry tra Pirandello e Beckett, ammettendolo all’assolutezza che gli compete e quindi, come rispondendo ad un reclamo, farci i conti.

Ubu Roi è ormai un classico del teatro mondiale, come Edipo o Amleto, capace cioè di superare se stesso e mettersi a disposizione dell’occasione teatro che ogni appuntamento scenico rappresenta.

Per me, da Jarry inizia il Teatro contemporaneo. Gli Ubu sono un’alterazione e una capacità insieme. Dalla loro comparsa sulla scena si può stabilire un punto di non ritorno. E quindi anche di ripartenza, o partenza nuova.

Mentre ci si affannava ad accompagnare il Teatro alla vita e a ricomporre tutte le sfumature dei velluti del Teatro intanto borghese, Jarry è riuscito a ricondurci al Teatro, a riconvocarci, proponendo delle figure e una modalità di relazione tra testo e scena assolutamente contemporanei.

Jarry propone una nuova convenzione, più che moderna, dentro l’assolutezza che soltanto i classici riescono a determinare.

Ubu apre la strada al Teatro del Novecento.

Sono sempre stato convinto che quanto proposto dalla scena difficilmente riesca a stare al passo con i cambiamenti che avvengono in platea. Voglio dire che la velocità di trasformazione, di evoluzione, del pubblico, i gradi, come conquista, della comunicazione e ogni altra relazione che si stabilisce tra lo spettacolo e il pubblico, sono più in avanti di quanto generalmente lo spettacolo riesca a proporre. Jarry, insieme a pochi, pochissimi altri, è riuscito invece a darci un appuntamento dentro il futuro prossimo, spostando il luogo dell’incontro dalla convenzione stabilita alla relazione possibile.La patafisica, o scienza delle soluzioni immaginarie, è una parola che da sola può essere sinonimo di Teatro. (Roberto Latini)

INFORMAZIONI

feriale ore 21; festivo ore 16

prezzi: da 17 a 7 euro

info: 0574 608550/biglietteria 0574 608501

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