Comics al Teatro Olimpico di Roma fino all’11 maggio

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fotoEmiliano Pellisari, maestro dell’arte illusoria che i francesi hanno definito “nouvelle magie et danse aérienne”, ci ha abituato alla meraviglia ma continua a sorprenderci con la molteplicità dei soggetti da cui trae ispirazione. L’ultima sua creazione scenografica di physical theatre, nell’ambito della IV edizione del Festival che Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico dedicano al pubblico della danza, attinge al mondo dei fumetti. Anch’esso un mondo incantato dove è annullata la legge di gravità e i corpi volano, nuotano, si librano leggeri in un ambiente privo di riferimenti terrestri e di ancoraggi gravitazionali.

I sei danzatori-acrobati della Nogravity Dance Company sembrano moltiplicarsi con le loro perenni evoluzioni e il persistente apparire e scomparire, accompagnati dalle note del violinista Alessandro Vece.

Quattordici quadri di immagini e figure dei cartoon e della grafica prendono vita in una metarealtà che esalta il movimento, il gesto atletico, il contorsionismo, l’acrobazia, la velocità, la coordinazione abbinati agli innovativi costumi tecnologici ideati da Pellisari insieme a Mariana Porceddu e Alessandra Matera.

La Pantera rosa, Linus, i quasi gemelli Dupont e Dupond disegnati da Hergé con barbetta e bastone, personaggi che entrano ed escono da schermi videoproiettati, scheletri che ballano e si innamorano, silhouettes fluorescenti che si scompongono trasformandosi in altre figure e poi svaniscono.

Rifacendosi alle tecniche del teatro ellenistico e del teatro fantastico rinascimentale e alle invenzioni scenotecniche secentesche, Pellisari ha ideato, con l’ausilio della moderna tecnologia, attrezzi di scena che producono effetti illusori e visionari che trascendono lo spazio sensoriale, di cui in questo spettacolo fa, tuttavia, percepire qualche indizio.

Il gioco di specchi del primo quadro in cui i corpi si frammentano e si duplicano, è riproposto nell’ultimo quadro in modo palese: i danzatori che intrecciano coreografie sdraiati sul pavimento, nell’immagine riflessa nello specchio posto sul fondo sembrano volteggiare sospesi nell’aria.

In altre scene, senza la schermatura del velatino che funge da quarta parete, si intuisce che i danzatori volano sorretti da nere figure che si confondono con lo sfondo.

Tale consapevolezza nulla toglie alla meraviglia, anzi continua ad apparire strabiliante e prodigioso l’amalgama di bellezza, eleganza, leggerezza, perfezione estetica, creatività che evocano un mondo fantastico, proiezione dei sogni di adulti e bambini. Suggestivi prodigi si susseguono come su una pellicola che ci fa sognare ad occhi aperti, al ritmo incalzante della musica jazz di John Coltrane, Billy Evans, Miles Davis, George Gershwin, Emir Kusturica, Bob McFerrin, Scott Joplin, Django Reinhardt, Gene Harris ed altri.

Gli strepitosi danzatori sono Julien Lambert, Antonella Perazzo, Daniele Sorisi, Lucia Orru, Pierpaolo Trani, Valentina Iaia.

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