“Variazioni enigmatiche” di Eric-Emmanuel Schmitt

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fotoCome suggerisce il titolo stesso, l’opera subisce l’influsso delle Variazioni sinfoniche op. 36 (14 Variations on an Original Theme: «Enigma») del compositore britannico Edward Elgar che ricorre come leitmotiv nel corso della rappresentazione. L’amore, diretta conseguenza della musica, è il motore di questo bellissimo testo di Eric-Emmanuel Schmitt che esalta il tema (caro a Pirandello) del doppio, del crollo delle certezze e dell’impossibilità di conoscere la verità Nulla è come sembra. Il testo è un raffinato gioco psicologico, un incontro scontro fra due uomini che, fra verità e menzogna, passione e amore, illusione e realtà si scontrano, si respingono per incontrarsi in un finale che ha una doppia lettura (la cui interpretazione è lasciata allo spettatore). L’invitato di pietra la cui immanenza grava lungo tutto lo scorrere di questa storia, in altre parole la vera protagonista della vicenda, è una donna che aleggia su tutto e su tutti, dall’inizio alla fine senza mai apparire in scena.

 In questo thriller dei sentimenti due personaggi si confrontano con toni disperati. Abel Znorko Nobel per la letteratura scorbutico, violento e arrogante che vive in un’isola sperduta nel mare di Norvegia ed Eric Larsen sedicente giornalista, uomo grigio e sottomesso cui lo scrittore concede un’intervista sul suo ultimo successo editoriale. Nella stanza i due si annusano e si smascherano. Così l’incontro si trasforma, con drammatici colpi di scena, in una serie (degna del miglior thriller) di feroci accuse, di penose mea culpa, di ammissioni e dolorose confessioni che sfociano nel progressivo, drammatico affiorare della verità. Abel vive nella memoria di una bellissima donna amata molti anni prima e alla quale scrive una lettera ogni giorno da 15 anni, ma dalla quale da tre mesi non riceve risposta. A questo punto cominciano i colpi di scena che coinvolgono e catturano l’interesse degli spettatori e che noi ce ne guardiamo bene dallo svelare per stimolare l’interesse dei lettori.

Le scene curate da Carla Accoramboni sono semplici e funzionali, le luci di Valerio Tiberi e la musica di Elgar moltiplicano le emozioni e le attese.

La macchina drammaturgica gira alla perfezione grazie alla regista Gabriela Eleonori e all’esemplare interpretazione dei due bravissimi attori Saverio Marconi e Gian Paolo Valentini.

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