Home – A casa

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fotoGenere: animazione

Regia: Tim Johnson

Sceneggiatura: Tom J. Astle (screenplay), Matt Ember (screenplay), Adam Rex (book)

Cast (voci): Jim Parsons, Rihanna, Jennifer Lopez, Steve Martin e Matt Jones

Origine: USA

Anno: 2015

Durata: 94’

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Il simpatico film fantascientifico d’animazione – realizzato da Dreamworks e distribuito da 20th Century Fox anche in 3D – narra una singolare invasione aliena da parte dei Boov che cercano un nuovo asilo nel tentativo di sfuggire ai terribili Gorg: fin qua tutto normale finché non compaiono due singolari personaggi.

Il primo è un Boov pasticcione e maldestro di nome Oh – un ‘diverso’ rispetto al suo gruppo e come tale ignorato, evitato e deriso in quanto chiacchierone, se non logorroico, non solitario come gli altri ma sempre alla ricerca di compagnia e amici e tanto scombinato da rischiare del tutto involontariamente di fare del male alla propria specie.

La seconda è Tip, una vivace fanciullina che, salvatasi insieme a Pig, il suo gatto simpaticissimo e ‘tenerone’, dal concentramento obbligato del genere umano in Australia, diviene dopo un’iniziale diffidenza e ostilità compagna d’avventura dello sventato Oh nei cui confronti assume un ruolo di guida matura e saggia salvo poi a evidenziare in altre situazioni la natura infantile tipica della sua età.

Tratto da The True Meaning of Smekday (libro per bambini scritto da Adam Rex ed edito in Italia da Il Castoro con il titolo Quando gli alieni trovarono casa), Home vede la notissima cantante e attrice Rihanna, originaria dell’isola Barbados (nelle Piccole Antille sul confine tra il mar dei Caraibi e l’oceano Atlantico), dare voce e tratti somatici all’esuberante Tip e l’attore statunitense Jim Parsons fornire la sua voce a Oh, entrambi guidati del regista Tim Johnson bravo nel rendere in maniera accattivante il rapporto tra i due protagonisti che, comunicando attraverso indovinate invenzioni linguistiche, finiscono con lo scoprire insieme il reale significato del termine “casa”.

Dopo il casuale e fortuito incontro tra i due, entrambi in fuga, si stabilisce una sinergia o meglio un sodalizio volto a salvare entrambi i gruppi di appartenenza utilizzando una strampalata utilitaria volante che si muove con un propulsore del tutto particolare e poco importa che siano così diversi: l’una con l’aria sbarazzina di una piccola che sta crescendo e scopre un mondo d’incertezze al di là del tran tran protettivo e rasserenante della vita con la mamma che vuole ritrovare e l’altro goffo e tozzo (dal disegno molto semplicistico e capace di fare più breccia su bambini piccoli), dai grandi occhi, con la pelle viola che cambia colore a seconda dell’umore e sei pseudo piedi che gli consentono il movimento e soprattutto con un gran desiderio di coccole.

Molte le tematiche intelligenti, che scivolano e si intersecano al ritmo di una simpatica musica pop, tra cui fondamentali il senso profondo dell’amicizia al di là delle diversità e l’elogio dell’essere differente come espressione intelligente di non omologazione al gruppo che nel caso dei Boov esalta la vigliaccheria e la codardia: l’unica diversità con gli umani sta nel fatto che questi ultimi credono di essere coraggiosi… quando si comportano da fifoni.

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