Diletta Oculisti e Giacomo Bogani in “PRESUNZIONE due cuori e una tenda canadese”

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fotoAl Teatro Rifredi di Firenze va in scena PRESUNZIONE due cuori e una tenda canadese, un brillante spettacolo sull’amore diretto da Edoardo Zucchetti. Tratto dalla drammaturgia inglese “Presuption” del gruppo Third Angel, è la prima volta che questo testo, ironico e pungente, viene presentato al pubblico italiano dopo la lettura realizzata al Festival Intercity di Sesto Fiorentino nel 2005.

Beth e Tom sono una coppia di tipici trentenni. Dopo sette anni insieme iniziano a fare i conti con la consuetudine, tirando avanti la loro relazione tra dubbi e incertezze. I due si fanno un sacco di domande, su di loro, sull’amore, trovando però pochissime risposte. Vanno avanti, allora, sgangherati ed insicuri, eppure teneri e divertenti. Ben lontani dalle coppie delle soap opera, i due protagonisti trovano rifugio in una tenda canadese ed avviano una convivenza che prende la forma di un gioco. Si assiste così ad un duello combattuto con le armi dell’ironia, fatto di piccole cose che sono le stesse che affollano le vite di ognuno: litigi, incomprensioni, tenere riappacificazioni.

Tra risa e riflessioni, il pubblico si trova assieme ai protagonisti davanti al grande dilemma di come un’affermazione, così solida e certa un tempo, si sia potuta trasformare in una domanda. Perché ti amo?, si chiedono. Per poi proseguire con Ma è sufficiente amarti?

Diletta Oculisti e Giacomo Bogani sono due interpreti perfetti. Ironici, brillanti e abilissimi nel restituire in scena le innumerevoli sfaccettature che caratterizzano le relazioni di coppia. Il pubblico è messo davanti a situazioni, dialoghi e riflessioni, che sono tremendamente vicine alla quotidianità di tutti noi. La bravura degli interpreti è senza alcun dubbio valorizzata da un testo fresco e pungente, che li accompagna in questa rappresentazione dinamica dell’amore. Già, perché nonostante i dubbi e le insicurezze, in scena prevale la vitalità, il movimento, sia esso racchiuso nei passi dei protagonisti o nei loro dialoghi che sfociano a volte in un veri e propri duelli.

È in questa energia che si scorge l’amore. Un amore ormai amalgamato alle cose, alla tenda canadese, al tavolino da campeggio e alla sdraio della scenografia, colorata e graziosa nella sua semplicità. Un amore, appunto, amalgamato ai libri letti insieme, ai bicchieri bevuti, persino ai vasi di fiori, ma non per questo perduto o svanito.

“Presunzione” è uno spettacolo moderno. In esso si scorgono le paure e le fragilità di una generazione. I sogni infranti, quelli che si sono scontrati con la realtà, ma anche quelli ai quali, nonostante tutto, si crede ancora. La capacità di mettere il pubblico davanti ad una realtà non sempre rosea, riuscendo però a farlo ridere e divertire è un vero punto di merito. Questo spettacolo di meriti ne ha più d’uno, non ultimo quello di lasciarti di buonumore.

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