“Così fan tutte” di Mozart, la scuola degli amanti secondo Vick

Il nuovo allestimento di Vick fra i banchi di scuola. Magnifica Monica Bacelli-Despina, sul podio Speranza Scappucci. Fino al 27 gennaio

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Foto di Yasuko Kageyama

Chi conosce bene Così fan tutte di Mozart non sarà forse rimasto troppo sorpreso dal nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma (in scena fino al 27 gennaio) con la regia del veterano Graham Vick (chiamato a completate nelle prossime due stagioni la trilogia dell’amore con Don Don Giovanni e Le nozze) che ha proposto alla lettera il sottotitolo La scuola degli amanti spostando tutta l’azione all’interno di un’aula scolastica, fra lavagne, scritte sui muri, carta igienica e banchi con le scene e i costumi di Samal Blak.

Discutibile? Poco convincente? Per alcuni forse, ma c’è un’idea di fondo molto coerente che funziona perfettamente dall’inizio alla fine: Vick esclude ogni riferimento a Napoli, al Golfo, al mare, alla nave. Tutto resta in lontananza e solo citato per concentrarsi sul microcosmo della scuola e della commedia-farsa amorosa: Vick di fatto ha messo in scena una vera e propria scuola degli amanti spostando tutta l’intera azione all’interno di una classe di liceo dove Don Alfonso diventa un professore intento all’inizio e alla fine a dimostrare nell’arco di una giornata il suo assioma (l’infedeltà della donne o così fan tutte) con l’aiuto della frizzante Despina che qui diventa una bidella con camice azzurro e croc bianche senza perdere mai smalto.

Lo scambio di coppie per verificare la fedeltà delle donne (o meglio l’infedeltà femminile, ma anche la rivendicazione della libertà della donna) viene portata avanti con fermezza da Vick che smantella ogni accusa di misoginia nei confronti della più enigmatica della trilogia mozartiana e che esalta l’eccezionalità delle donne di Mozart intente a riconoscere la propria identità.

La più enigmatica della opere che compongono la trilogia mozartiana interamente basata sulla perfetta coerenza delle parole e della musica, racconta dei giovani Ferrando e Guglielmo che scommettono con Don Alfonso sulla fedeltà della loro fidanzate Fiordiligi e Dorabella. Le due sorelle non sono esenti da un’inevitabile, squisita volubilità amorosa per scoprirsi pronte, dopo qualche ritrosia iniziale, a tradire i rispettivi fidanzati che le corteggiano sotto mentite spoglie.

Un allestimento moderno, (“il Settecento di Mozart era moderno e contemporaneo e perché dobbiamo capire che la realtà è  contemporaneità” aveva spiegato il regista) autoriale e molto preciso quello romano impreziosito da un cast di primo ordine (se ne alternano due) che annovera una magnifica Monica Bacelli, impareggiabile Despina qui “ridotta” a bidella-donna delle pulizie, sfavillante nella voce, nel temperamento e pure nell’interpretazione (esperta di ogni genere di ruolo mozartiano) anche con la camicia azzurra da lavoro e le croc, ma anche nei travestimenti da medico e notaio.

Dello stesso livello Pietro Spagnoli che veste i panni di un Don Alfonso-professore con giacca, maglioncino e cravatta con tanto di occhiali, che parla ex cathedra, poco cinico e quasi accondiscendente nei confronti dei quattro amanti.

Ottimo anche il quartetto di giovani che formano le doppie coppie, l’appassionata Fiordiligi di Francesca Dotto, la frivola Dorabella di Chiara Amarù, gli eleganti Vito Priante – Guglielmo e Juan Francisco Gatell – Ferrando.

Ha suscitato molto interesse la presenza femminile sul podio (ancora quasi del tutto appannaggio maschile) della talentuosa e giovane Speranza Scappucci impegnata anche al fortepiano (per la versione integrale dell’opera) ad accompagnare un recitativo secco, mai così importante qui per Mozart, che dopo i successi internazionali e collaborazioni con il Costanzi, ha debuttato sul podio romano dirigendo con cura dei dettagli e freschezza una musica di per sé sublime.

La conclusione dell’opera, dopo quasi quattro ore di spettacolo, tanto arguta quanto modernissima: “Fortunato è l’uom che prende / ogni cosa pel buon verso, / e tra i casi e le vicende / da ragion guidar si fa”. E mai consiglio fu più adatto anche nel 2017 per cercare di decodificare gli inestricabili rapporti fra uomini e donne.

Ultime repliche martedì 24 (ore 19.30), mercoledì 25 (ore 19.30), giovedì 26 (ore 19.30), venerdì 27 (ore 19.30). Appuntamento stasera, alle ore 19 in Teatro con la conversazione musicale fra Speranza Scappucci, Leonetta Bentivoglio e Lidia Bramani sul sesso, le donne, i personaggi femminili del teatro di Mozart. Informazioni: operaroma.it.

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