“Le prénom (Cena tra amici)” al Teatro Parioli Peppino De Filippo di Roma

La commedia francese nella versione italiana di Fausto Paravidino in scena fino al 29 gennaio a Roma

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Quella che doveva essere una cena fra amici come tante altre si trasforma in poco tempo in un gioco al massacro. Un plot come tanti altri che potrebbe sembrare di déjà vu?

Forse, ma Le prénom – Cena tra amici, commedia francese in scena al Teatro Parioli Peppino De Filippo di Roma (repliche fino al 29 gennaio) nel prezioso allestimento del Teatro Stabile di Genova, di discosta dall’ovvietà smascherando vizi e virtù della borghesia parigina in due ore di verbosissimi dialoghi al vetriolo.

Piccolo, grande caso parigino del 2010, Cena tra amici, scritto da Matthieu Delaporte, Alexandre de La Patellière, alla prima esperienza teatrale, è un testo che ha ottenuto sei nomination ai Prix Molière per essere poi riutilizzato al cinema (da cui provengono i due autori) con una duplice trasposizione, il francese “Cena tra amici” (2012) e “Il nome del figlio” (2015) di Francesca Archibugi.

E si capisce la fortuna del passaggio teatro – cinema – teatro perché Cena tra amici è un testo che funziona davvero diventato in pochissimo tempo un piccolo grande cult, aggiornamento contemporaneo e un po’ nevrotico della caduta delle maschere pirandelliane, della dicotomia fra vita e forma, della messa a nudo delle fragilità di ciascuno di noi. Il tutto rappresentato attraverso una classe sociale che sembra avere tutto, ma che non è esente da segreti, recriminazioni, livori e vecchie acredini mai del tutto sopite fra membri della stessa famiglia e amici di vecchia data.

La versione italiana di Fausto Paravidino diretta con chirurgica precisione da Antonio Zavatteri è particolarmente efficace: merito di un testo brillante e a tratti crudele che non ammette sconti o buonismi di sorta mescolando subito le carte in tavola. Merito anche di un affiatatissimo quintetto di attori, perfetti anche nel phisyque du role che si calano perfettamente nei loro personaggi, borghesi benestanti e poco più che quarantenni che mal celano acredini e piccole meschinità dietro la loro perfetta vita.

Elemento eversivo della commedia è Vincent (Aldo Ottobrino) un ricco e sprezzante agente immobiliare invitato a cena dalla sorella Elisabeth (Alessia Giuliani) e dal cognato Pierre (Alberto Giusta), due professori che insegnano a Parigi, intellettuali di sinistra. Presente alla cena anche Claude (Davide Lorino), musicista amico d’infanzia di Elisabeth, ma la serenità di una cena viene sconvolta dalla provocazione di Vincent che annuncia di voler dare un nome di destra al figlio che aspetta dalla compagna Anna (la sofisticata Gisella Szaniszlò) che lavora nel campo della moda. La discussione denegera scoperchiando vecchi rancori e segreti che vengono a galla solo con il passare del tempo: e nulla è davvero perfetto come appare.

In una commedia feroce e dal sapore pirandelliano interamente ambientata in un unico ambiente borghese (scene di Laura Benzi) che smaschera le ipocrisie insite nella società e nei rapporti umani, nessun personaggio esce vincente. E nessuno non può non riconoscersi in un dettaglio, almeno, di uno dei personaggi. E questo accade quando la vita si riflette sul palcoscenico e viceversa. Applausi dal pubblico, commedia perfetta anche per chi conosce bene il film. In scena fino al 29 gennaio, info www.teatropariolipeppinodefilippo.it

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