Bodyguard – Guardia del corpo

In scena al Teatro Nazionale di Milano fino al 7 maggio 2017

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Chi non ha mai visto Bodyguard – Guardia del corpo, il celeberrimo film del 1992 con gli indimenticabili Whitney Huston e Kevin Costner?

Se il film vi è piaciuto, o se amate i musical a metà tra la storia d’amore e il thriller, con qualche effetto speciale e un approccio moderno, questo Bodyguard, in scena al Teatro Nazionale Che Banca di Milano, fa per voi.

La storia la conosciamo (anche se l’adattamento teatrale apporta alcune sostanziali modifiche), così come la colonna sonora del film, in cui è contenuta la celebre I will always love you, che all’epoca scalò tutte le classifiche internazionali.

In questa produzione di Wizard Productions vediamo la regia di Federico Bellone, asciutta e precisa, aderire perfettamente alla sceneggiatura di Lawrence Kasdan e al libretto Alexander Dinelaris, aggiungendo qualche trovata intelligente e funzionale, grazie anche alle scene di Gabriele Moreschi.

Qualche parola a parte va spesa per il disegno luci di Valerio Tiberi, che ha saputo aggiungere all’insieme un effetto di spettacolarità, movimentando lo svolgersi della trama con trovate davvero molto interessanti.

I protagonisti, purtroppo, sono mediocri.

Karima, che interpreta Rachel Marron, ci regala dei momenti degni di nota solo in alcune ballate (di vero effetto la sua I will always love you sul finale), ma per il resto della recita non convince minimamente nei panni della superstar capricciosa, né in quelli della donna innamorata.

Ettore Bassi resta impettito per tutta la durata dello spettacolo, senza riuscire a mostrare un vero sviluppo psicologico del suo Frank Farmer e senza trasmettere davvero empatia al pubblico. La scena del karaoke è stata genuinamente divertente e sul finale ci ha regalato perfino qualche pezzo ballato, ma non possiamo dire di averlo apprezzato davvero.

Loredana Fadda nel ruolo di Nicky Marron, la sorella della protagonista, è stata forse la stella più luminosa della serata, regalandoci momenti di grande intensità sia nel canto, con un timbro interessante e una tecnica impeccabile, sia nella prosa.

Le coreografie di Bill Goodson sono state seguite da un coro perfettamente all’altezza della situazione, composto da Mirko Ranù, Gianluca Briganti, Felice Lungo, Renato Tognocchi, Alessia Lo Savio, Yamaira Gomez Fabre, Alessandra Ruin, Daniela Ribezzo.

Così come sono stati all’altezza della situazione tutti gli altri attori: Piero Di Blasio (Sy Spector), Russell Russell (Bill Devaney), Daniele Balconi (stalker) e Fabrizio Corucci (Tony Scibell), Luca Fabbri (Fletcher), Damian Samb (Fletcher).

A fine spettacolo applausi sentiti per tutti e un piccolo ma divertente bis eseguito dal cast al completo.

La recensione si riferisce allo spettacolo di mercoledì 1 marzo 2017.

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