Esegesi russa

Andrey Boreyko ha sostituito Yuri Temirkanov per il concerto con la Filarmonica della Scala

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Lunedì 26 Marzo, Teatro alla Scala

S. Rachmaninov | Concerto per pianoforte e orchestra n.3, in re min., op.30

I. Čajkovskij | Sinfonia n.5 in mi mi., op.64

direttore | Andrey Boreyko

pianista | Seong-Jin Cho

Orchestra Filarmonica della Scala

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Una sostituzione sul podio o di un solista di per sé non è così eccezionale.

Qualche comunicato spedito ai media, la corsa a cambiare biografia e foto dei protagonisti e qualche lamentela in biglietteria.

Fa comunque notizia soprattutto se ad essere sostituito è un decano della direzione mondiale come Yuri Temirkanov.

A qualcuno, però, spetta la sostituzione, in un limbo dantesco fra un programma non scelto personalmente e le aspettative del pubblico che bramosamente attendeva quell’evento fin dalla presentazione alla stampa del calendario.

Si può dire senza timore di smentita che Andrey Boreyko, il direttore sostituto, sia stato pronto a questo concerto come fosse stato il direttore incaricato, tanta è stata la sintonia fra programma e orchestra.

Come un vasaio modella la creta, così il direttore ha modellato la quinta sinfonia di Čajkovskij con una vasta gamma di gesti, coreografici ma sempre puntuali, alternando la bacchetta alle mani a seconda dello spirito del frangente.

Mai un attacco uguale fuori luogo.

Una resa orchestrale superlativa e persino la naturale esuberanza degli ottoni è rientrata nella partecipazione orchestrale.

Una esecuzione molto felice salutata dalla giusta dose di applausi ed ovazioni.

Grande successo anche per la prima parte della serata, in cui, oltre alla direzione di Boreyko, si è esibito come solista il pianista coreano Seong-Jin Cho.

Fin troppo facile citarne il palmares (vincitore al Chopin 2015, terzo premio al Čajkovskij 2011) o l’ottima tecnica dimostrata, meno l’evidenziare la deferenza con cui il pianista si è confrontato con le pagine del terzo concerto di Rachmaninov.

Deferenza priva di tutti quegli orpelli a vantaggio di pubblico e fotografi a cui un po’ troppo spesso altri esecutori asiatici, pur eccellenti, ci hanno abituato.

Particolare la scelta, comunque derubricabile a volontà artistica, di una presenza leggera del pianoforte in alcuni momenti di tutti orchestrale.

Prossimi appuntamenti il 9 aprile con Fabio Luisi con programma Webern, Schönberg e la versione per voce e orchestra di sei Lieder di Schubert con il basso baritono Luca Pisaroni, e successivamente l’orchestra ospite Musica Aeterna, guidata dal suo direttore principale Teodor Currentzis con un programma in cui spicca l’esecuzione al fortepiano del terzo concerto per pianoforte di Beethoven, il 16 aprile.

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