Drammatizzazione a quattro mani

Da un film con Totò e Peppino una commedia che vorrebbe essere recitata per strada

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 La banda degli onesti
Foto di Carmine Luino

Dopo la riscrittura de Il sindaco del Rione Sanità diretta da Mario Martone, la compagnia Nest di Napoli torna a calcare il palcoscenico del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. La banda degli onesti è il titolo della commedia con Totò e Peppino sceneggiata a quattro mani da Age e Scarpelli; trascorrono gli anni, cambiano i tempi, lo scrittore Diego da Silva e il drammaturgo Giuseppe Miale Di Mauro decidono di rimaneggiare la sceneggiatura originale per adattarla ai tempi correnti, la drammatizzazione del film inverte i sostantivi del titolo e restituisce maggior risalto al tema della precarietà sul lavoro.

La storia non cambia, si potrebbe affermare, sia che si intenda “storia” come trama della commedia o che la si intenda come condizione sociale delle due epoche: nel tentativo di sbarcare il lunario gli amici Tonino (Adriano Pantaleo), portiere di un palazzo che minaccia di sfrattarlo per le incombenti spese di ristrutturazione, e Peppino (Giuseppe Gaudino), erede di una tipografia che necessita di un massiccio ammodernamento, si trovano complici del Rag. Casoria (Francesco Di Leva) nella poco lecita attività di falsificazione delle banconote.

L’originale di Age e Scarpelli aggiunge a una vicenda già così tesa tra il desiderio di onestà e la sopravvivenza economica dei protagonisti ulteriori complicazioni: il burrascoso matrimonio di Tonino con Angela (Irene Grasso); la costante insoddisfazione di Giulia (Luana Pantaleo), sorella di Peppino; le frequenti visite del camorrista Mimmuccio (Ernesto Mahieux). Al di là degli scrupoli morali, la possibilità di stampare giusto “la somma che serve” per rimediare ai guai che tormentano i due amici sembra essere l’unica soluzione possibile, ma la situazione si complica con la comparsa del fratello di Tonino, Michele (Ivan Castiglione), promesso sposo di Giulia innamorato di Angela e oltretutto finanziere.

Come da premesse, la commedia garantisce un divertimento intelligente e mai banale, senza doversi spostare dalla dimensione rionale che percorre palcoscenico e platea, sfondando spesso quella quarta parete che garantirebbe, altrimenti, la discrezione dei vicini di casa o il distacco del pubblico. Pubblico che, con i frequenti interventi dei personaggi dalle spalle delle poltrone, rischia volentieri il torcicollo per seguire una drammatizzazione del film che rompe continuamente gli stilemi del teatro stesso. Dentro le quattro pareti di un teatro, Gli onesti della banda sembra addirittura una commedia sofferta, schiacciata da un’incontenibile ironia.

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Gli onesti della banda

liberamente tratto dalla sceneggiatura de La Banda degli Onesti di Age e Scarpelli

adattamento di Diego De Silva e Giuseppe Miale Di Mauro

regia Giuseppe Miale Di Mauro

con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino,

Irene Grasso, Adriano Pantaleo, Luana Pantaleo

con la partecipazione straordinaria di Ernesto Mahieux

e la partecipazione di Anna Stabile del gruppo #GiovaniO’Nest

scene Luigi Ferrigno

costumi Giovanna Napolitano

luci Luigi Biondi e Giuseppe Di Lorenzo

musiche originali Mariano Bellopede

Produzione Nest Napoli Est Teatro in collaborazione con Casa del contemporaneo

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