Segreti, bugie o teatro?

Il Teatro dell’Elfo porta alle Fonderie Limone di Moncalieri un capolavoro della ricerca teatrale sulla psiche

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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte
Foto di Laila Pozzo

Sulla riscrittura del romanzo di Mark Haddon per il teatro, firmata da Simon Stephens e tradotta da Emanuele Aldrovandi non si spenderanno troppe parole: basterà un fugace riferimento al grande successo del libro a cui hanno fatto seguito sette Laurence Olivier Awards e quattro Tony Awards per la versione scenica.

Né si vorranno spendere eccessivi elogi all’interpretazione di Daniele Fedeli, l’incredibile protagonista quindicenne autistico che indagando sull’assassinio di un cane rivela i dolorosi segreti dietro la scomparsa della madre (Alice Redini) e le responsabilità del padre (Davide Lorino), mediato e supportato dalla tutrice e narratrice fuori campo Siobhan (Elena Russo Arman). Né, ancora, si vorrà insistere sulla profondità a più livelli de Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte lodando l’eccellente regia di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani, al comando dei sei interpreti moltiplicati nei tanti personaggi che popolano questa vicenda (Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Debora Zuin, Nicola Stravalaci, Marco Bonadei, Alessandro Mor).

Non è stato uno spettacolo “facile”: la drammaturgia fresca, veloce e squisitamente didascalica (sui tre schermi la storia prende la forma degli appunti stilizzati e disegnati del protagonista) si dipana in un perfetto gioco di tempistiche e posizioni, restituendo l’amara poesia del romanzo alle tre dimensioni della scena. Paragonato a tale sforzo registico, l’adattamento del romanzo di Haddon potrebbe apparire molto più “semplice”, in considerazione della natura teatrale di una vicenda manifesta che nasconde una verità scomoda: come accennato, il periplo di Christopher nella ricostruzione letteraria dell’uccisione del cane Wellington lo porterà a scoprire la vera sorte della madre.

La teatralità del romanzo viene dunque esaudita nella sofferta accettazione di quella scomoda verità, implicando una riflessione non banale sull’autismo e sulla correlata, aprioristica negazione delle pretese di finzione (che si tratti di segreti, bugie o teatro).

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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

di Simon Stephens

tratto dal romanzo di Mark Haddon

traduzione Emanuele Aldrovandi

regia Ferdinando Bruni, Elio De Capitani

con Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Alice Redini, Debora Zuin, Nicola Stravalaci, Daniele Fedeli, Davide Lorino, Marco Bonadei, Alessandro Mor

scene Andrea Taddei

costumi Ferdinando Bruni

musiche originali Teho Teardo

video Francesco Frongia

disegni Ferdinando Bruni

movimenti scenici Riccardo Olivier e Chiara Ameglio di Fattoria Vittadini

luci Nando Frigerio

suono Giuseppe Marzoli

maschere Saverio Assumma

produzione Teatro dell’Elfo, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

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