Scovare la poesia nella banalità quotidiana

Il Premio UBU Alessandro Serra porta all’Astra la rilettura dei quadri di Hopper

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FrameDopo la prova eccellente di Giardini di plastica alla Casa Teatro Ragazzi, i Cantieri Teatrali Koreja tornano a Torino per una coproduzione affascinante – insieme alla Compagnia Teatropersona fondata da Alessandro Serra, con la data unica di Frame al Teatro Astra. La collaborazione tra il direttore del Teatro Koreja di Lecce Salvatore Tramacere è occasione per «interpretare e interrogare la maturazione artistica della compagnia», nella sperimentazione di linguaggi scenici che indaghino la fissità del teatro nel suo rapporto con la pittura.

Lo spettacolo ideato da Serra muove a partire dall’osservazione delle opere di Edward Hopper, pittore statunitense i cui quadri esprimono il gusto per le situazioni di passaggio: i suoi soggetti sono immortalati nell’atto di “qualcosa che sta per succedere”, fermi sulla soglia di una finestra, di un sipario, di una vetrina, lasciando interdetti gli osservatori circa ciò che dovrà necessariamente seguire. Il gusto artistico dell’autore di Gas (1940) – il ritratto di una stazione di benzina – è il risultato della sensibilità di chi riesce a scovare la poesia nella banalità del quotidiano.

Se le opere di Hopper sono fotografia dipinte, il lavoro di Serra si configura come un teatro dell’ordinario, interpretandone il fermo-immagine che implica l’azione, prendendo quel singolo istante e animando la sua innaturale immobilità. La vocazione pop di Hopper si esprime nei significati altri e inattesi che saturano le sue ambientazioni: immancabilmente, il fortunato incontro tra il fermo-immagine pittorico e l’animazione teatrale del singolo istante raffigurato genera situazioni innaturali, paradossali, entro lo spazio scenico ortogonale (realizzato da Mario Daniele) in cui si muovono gli interpreti Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio e Giuseppe Semeraro.

Il valore artistico di Frame è duplice: quell’effetto “soglia” ottenuto dalla messa-in-moto della fissità dei dipinti è il motore di un gioco fatto di illusioni ottiche, attese sfatate, equivoci orchestrati; al contempo, diventa un modo per osservare il mondo profano con gli occhi affascinati di Edward Hopper, con la preziosa indicazione di come si può scovare la poesia nella banalità quotidiana.

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Frame

regia, scene, costumi e luci Alessandro Serra

con Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio, Giuseppe Semeraro

scenografia Mario Daniele

collaborazione ai movimenti di scena Chiara Michelini

un ringraziamento a Anna Chiara Ingrosso

tecnici Mario Daniele e Alessandro Cardinale

organizzazione e tournée Laura Scorrano e Georgia Tramacere

produzione Cantieri Teatrali Koreja, Compagnia Teatropersona

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