The Society

Un geniale esperimento sociale. Ecco il teen drama distopico ispirato a “Il signore delle mosche”, disponibile su Netflix

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the societyNessuno di voi ha mai fantasticato su cosa farebbe se fosse improvvisamente catapultato in un mondo totalmente estraneo al suo? Magari pieno di zombie o distrutto da un Olocausto? Penso di non essere la sola ad essersi fatta queste  domande o non si spiegherebbe l’esistenza di dozzine e dozzine di film, libri e quant’altro su questo tema. Ma questa serie TV mi ha fatto ricordare una cosa che avevo completamente dimenticato. Una fantasticheria ricorrente che avevo quando ero una spensierata teenager. Il mio “film mentale” prevedeva che io e i miei compagni fossimo lasciati in gita in un hotel solo nostro con tutte le comodità del caso ovviamente! Ero convinta che l’autogestione, e la mancanza dei cosiddetti “adulti”, mi avrebbe permesso di realizzare i miei sogni adolescenziali. L’esempio più immediato? Conquistare il ragazzo tanto agognato! Avendo meno concorrenza femminile le possibilità di conquistarlo si alzavano molto giusto? Ebbene “The Society” mette in scena una fantasia che parte proprio da quest’idea: ragazzi siete soli e la città intera è vostra. Non si sa bene come o perché, ma siete soli. Elettricità e acqua sono apparentemente illimitate, avete cellulari per comunicare tra voi quando volete, ma questo è tutto.

the societyPer tutta la stagione ho sempre avuto l’istinto di gridare ai ragazzi “Fate questo! Fate quello!” con il risultato che mi sono sentita parte anche io di questo gruppo sociale e suggerivo loro come trovare un modo per andare avanti. Il bello è che forse io stessa avrei fatto scelte sbagliate!

Abbiate pazienza i primi due o tre episodi. Datevi il tempo di inquadrare, riconoscere e capire i personaggi che sono molto ben studiati e assortiti. Si trovano ragazzi svegli e saggi, ragazzi che non vogliono fare altro che spassarsela alla grande o violenti che vorrebbero solo vedere bruciare il mondo. Il tutto entra nel vivo quando i ragazzi si rendono pienamente conto del fatto che l’autogestione è bella, certamente, tuttavia solo per qualche giorno, qualche settimana forse, ma poi i nodi vengono al pettine. Chi cucina da mangiare per tutti? Chi pulisce le strade? Chi detta le leggi? Perché organizzarsi in un modo piuttosto che in un altro e, soprattutto, chi ha l’autorità per farlo? Insomma grandi e complesse domande messe in mano a giovani ragazzi inesperti, che vi porteranno a mettere in dubbio alcuni meccanismi della società in cui viviamo. Attendo la seconda stagione con ansia e spero che vi lasci rimuginare su tante cose così come è successo a me.

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Credits

Ideatore: Christopher Keyser

Regia: Tara Nicole Weyr, Marc Webb

Soggetto: “Il signore delle mosche” (romanzo) di William Golding

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Interpreti e personaggi:

Kathryn Newton: Allie

Rachel Keller: Cassandra

Gideon Adlon: Becca

Jacques Colimon: Will

Olivia DeJonge: Elle

Alex Fitzalan: Harry

Kristine Froseth: Kelly

Jose Julian: Gordie

Natasha Liu Bordizzo: Helena

Alex MacNicoll: Luke

Jack Mulhern: Grizz

Salena Qureshi: Bean

Grace Victoria Cox: Lexie

Sean Berdy: Sam

Toby Wallace: Campbell

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Montaggio: Philip Neel, David Dworetzky

Musiche: Daniel Hart

Trucco: Elizabeth Cecchini, Melinda Abreu, Scott Hersh, Sherryn Smith

Effetti speciali: Jeremy Dominick, Timothy Massey

Produttore esecutivo: Christopher Keyser, Marc Webb

Casa di produzione: Netflix

 

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