Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo (57° edizione)

Ad inaugurare questa nuova edizione, il 25 e 26 aprile, Martha Argerich, icona del pianismo mondiale

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MARTHA ARGERICH
Foto di Adriano Heitman

Con un annuncio in largo  anticipo rispetto alle precedenti edizioni, il FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO presenta tema, data di inizio  e programma principale con una schiera di grandi orchestre e artisti internazionali, come è ormai consuetudine per quello che è uno degli appuntamenti più prestigiosi nel panorama europeo. 

A seguire, a inizio 2020, verranno presentate le rassegne e gli eventi collaterali che affiancheranno il programma principale arrivando fino a metà giugno.

Un cartellone splendido quello dei due teatri storici a cominciare dall’inaugurazione il 25 e 26 aprile, doppia, al Teatro Sociale di Bergamo e al Teatro Grande di Brescia, affidata a MARTHA ARGERICH con la Filarmonica del Festival e la direzione di Pier Carlo Orizio.

E anche nei contenuti il Festival quest’anno arriva prima… i riflettori puntati su Bruckner, da molti ritenuto il maggior sinfonista dopo Beethoven, infatti rappresentano non solo una novità  ma vanno a colmare una sorta di vuoto, di “ buco” quasi, riscontrabile in Italia e anticipano l’attenzione che il compositore è destinato a ricevere in vista del bicentenario della nascita nel 2024. “Un impegno gravoso ma esaltante afferma il direttore Pier Carlo Orizio

Armonie sospese” è il titolo del 57° Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, dedicato quest’anno a due grandi compositori romantici, Franz Schubert e Anton Bruckner. Dopo Schumann e Brahms lo scorso anno, nel 2020 il Festival continua così l’esplorazione del Romanticismo attraverso due compositori austriaci dei quali verranno eseguite le principali pagine musicali.

Il festival, diretto dal M° Pier Carlo Orizio ospita da sempre l’élite della grande musica nelle splendide cornici del Teatro Grande di Brescia e del Teatro Sociale di Bergamo Alta facendo delle due città la culla della musica classica anche con il coinvolgimento di palazzi, chiese e antichi cortili.

Artisti di fama mondiali e le più grandi orchestre internazionali ne hanno fatto uno degli appuntamenti più prestigiosi in Europa e tra le rassegne più importanti al mondo dedicate al pianoforte.

Fin dagli esordi, quando per cinque anni vide esibirsi Arturo Benedetti Michelangeli, ha come protagonista indiscusso il pianoforte, che, oltre che dominare la scena come strumento solista, è spesso anche il prestigioso interlocutore delle grandi orchestre internazionali dirette da nomi di spicco.

E’ il direttore artistico del Festival, Pier Carlo Orizio a spiegare la scelta tematica di quest’anno: «Con Schubert il Festival rientra nel suo alveo più naturale, il pianoforte. Molti saranno i programmi a lui dedicati, in tutto o in parte. Tra i capolavori che verranno eseguiti non potevano mancare le ultime sonate, gli Improvvisi, l’Arpeggione e una rarità come la trascrizione di Liszt della Fantasia Wanderer.

Schubert è ritenuto uno straordinario melodista al pari di Čajkovskij. Nel titolo di quest’anno facciamo però riferimento all’armonia. Già Alfred Brendel sosteneva che l’armonia e l’arditezza delle modulazioni dell’ultimo Schubert anticipassero di quasi sessant’anni il linguaggio di Mahler. Altri vedono le “divine lunghezze” schubertiane proiettate sulle grandi sinfonie bruckneriane. Quel che è certo è che nel linguaggio armonico di Schubert, che ha influenzato compositori molto lontani a lui nel tempo, abbondano le più ardite sospensioni, da cui il titolo “Armonie sospese”».

Di Bruckner, ritenuto da molti critici il maggior sinfonista dopo Beethoven, saranno eseguite la Quarta e la Sesta Sinfonia. È la prima volta che il nome di Bruckner compare a pieno titolo nel Festival: «Nel nostro Paese solo negli ultimi anni le sue opere maggiori hanno cominciato a conquistare una relativa popolarità, altre come la Sesta Sinfonia in programma con Mikhail Pletnev sono del tutto sconosciute al grande pubblico – continua Orizio – Colmare questa voragine è un impegno, gravoso ma esaltante, che il Festival vorrebbe assumersi per i prossimi anni in previsione del bicentenario dalla nascita che cadrà nel 2024».

Ad inaugurare l’edizione 2020 del Festival, Martha Argerich, icona del pianismo mondiale che ha con il Festival un lungo rapporto di amicizia e affinità.

La leggendaria pianista argentina aprirà il 57°Festival il 25 aprile al Teatro Sociale di Bergamo e il 26 al Teatro Grande di Brescia, accompagnata dalla Filarmonica del Festival diretta da Pier Carlo Orizio, con il Concerto in sol maggiore di Ravel. Nella stessa serata Theodosia Ntokou, che debuttò al Festival nel 2018, eseguirà il Concerto n.2 in sol minore di Saint-Saëns, eseguito solo una volta in tutta la storia del Festival.

La storica orchestra inglese, Philharmonia Orchestra, tornerà dopo oltre 20 anni dalla sua ultima apparizione al Festival diretta da Pier Carlo Orizio il 4 maggio a Bergamo e il 5 a Brescia.

Tra i ritorni più attesi quest’anno, Mikhail Pletnev dirigerà la Russian National Orchestra con solista il giovane pianista russo Dmitry Shishkin con un programma che riassume meglio di ogni altro lo spirito del Festival di quest’anno.

E ancora Alexander Lonquich, che, alla sua 25sima apparizione al Festival, porterà un programma interamente dedicato a Schubert. Confermata la presenza dei grandi Arcadi Volodos e Grigory Sokolov in recital in entrambe le città.

Dopo l’esordio in Italia lo scorso anno a Brescia, dove si impose all’attenzione come talento straordinario e i numerosi successi riportati in Italia e all’estero, la tredicenne Alexandra Dovgan sarà di nuovo ospite del Festival, questa volta per un doppio appuntamento il 9 maggio a Bergamo e l’11 a Brescia. Date che si annunciano tra le più attese.

Tra gli altri giovani, ma già molto affermati, pianisti in cartellone, Filippo Gorini tornerà per una data bergamasca dedicata a Schubert.

Per una sola data, a Brescia si esibiranno Boris Petrushansky, ospite storico della manifestazione, e Alessandro Taverna. Debutto poi per il violoncellista bresciano Paolo Bonomini, che insieme ad Andrea Bacchetti, si esibirà a San Barnaba il 17 maggio interpretando la celebre Sonata per Arpeggione di Schubert.

Chiuderà il cartellone dei due teatri la Athens State Orchestra diretta Stefanos Tsialis, per la prima volta al Festival, con solista il bresciano Federico Colli, uno dei più talentuosi giovani pianisti sulla scena internazionale. In programma la “Romantica” di Bruckner e il celebre Concerto di Grieg, eseguito recentemente dal pianista bresciano diretto da Pier Carlo Orizio con la Royal Philharmonic Orchestra a Londra.

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Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo – LA STORIA

Il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo è stato fondato nel 1964 da Agostino Orizio in onore di Arturo Benedetti Michelangeli. Una delle sue caratteristiche distintive è la fisionomia a tema, con un filo conduttore che, di volta in volta, mette a fuoco un autore, un ambiente culturale, un periodo storico.

Da oltre cinquant’anni ospita le orchestre e i solisti più famosi nelle splendide cornici del Teatro Grande di Brescia e del Teatro Donizetti di Bergamo. Al Festival sono apparsi non solo eccelsi pianisti quali Benedetti Michelangeli, Magaloff, Richter, Arrau, Pollini, Ashkenazy, Lupu, Zimerman, Brendel, Argerich, Kissin, Sokolov, ma anche strumentisti, cantanti e direttori del calibro di Abbado, Rostropovich, Muti, Pavarotti, Maisky, Ughi, Gergiev, Giulini, Sawallisch, Solti, Maazel, Chung, insieme a orchestre quali Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, London Symphony, Chicago Symphony.

Socio fondatore di Italiafestival, nel 1986 il Festival ha ricevuto il Premio Abbiati della Critica musicale italiana e la Medaglia Liszt del Ministero della Cultura Ungherese.

L’edizione 2018 si è distinta per la presenza di Martha Argerich in residence per la prima volta in Italia dopo 12 anni. La sua ultima edizione “Musica velata – Schumann e Brahms” ha visto la presenza di importanti orchestre quali la Budapest Festival, Royal Philharmonic e Belgian National Orchestra. A Brescia, il concerto in onore della Canonizzazione di San Paolo VI, diretto da Riccardo Chailly con l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala, è stato trasmesso in diretta radio e tv da Rai.

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La campagna abbonamenti 2020 partirà in contemporanea nelle due città il 25 febbraio 2020.

Info pubblico 030/293022

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