L’Odissea, il viaggio di Ulisse del Teatro Patologico

Da giovedì 1 a domenica 4 luglio, quattro repliche presso il Teatro Patologico, Roma

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Dopo il successo televisivo del docufilm di Domenico Iannacone – andato in onda su rai 3, lo scorso 2 aprile in concomitanza con la diretta della Via Crucis di Papa Francesco – L’Odissea del Teatro Patologico torna finalmente in scena dal vivo per sole quattro repliche, da giovedì 1 a domenica 4 luglio alle ore 21.00 presso il Teatro Patologico (Anfiteatro esterno)

in Via Cassia 472 – Roma (tutte le info su www.teatropatologico.com)

Sarà davvero un evento unico, considerato anche che verranno spettatori da tutta Italia che, dopo aver visto l’Odissea del Patologico in televisione su rai 3, non vogliono mancare questo appuntamento storico per vedere dal vivo attori disabili interpretare il capolavoro di Omero.

Ulisse e il suo viaggio” vuole affrontare, come in molti spettacoli precedenti del Teatro Patologico, il problema della follia ma non solo. Sono molti gli argomenti suggeriti dal testo dell’Odissea e tutti molto vivi e sentiti, anche ai giorni nostri, come l’emarginazione, l’esclusione, l’integrazione e soprattutto la voglia di potere e di sopraffazione. Siamo tutti Ulisse, tutti noi affrontiamo la nostra Odissea personale e ognuno di noi ha la nostra Itaca. Simboli e metafore della vita entrate ormai nel linguaggio comune. Ulisse è un guerriero, un soldato, ha distrutto un regno, ha ucciso e si porta dietro questo enorme fardello. Come liberarsi di questi mostri? Dei mostri generati dalla guerra? ITACA! Tornare a Itaca significa molte cose, significa tornare nel luogo dell’anima, nel luogo dove si è sé stessi, dove si può finalmente riposare, espiare i peccati e forse trovare la serenità. il viaggio però non è semplice, il viaggio è la metafora della vita e della morte. Ulisse, durante il suo viaggio, che altro non è che il viaggio della vita, affronterà terribile mostri, tentazioni, sarà sul punto di arrendersi per lasciare tutto e di risollevarsi…”per nascere un uomo deve prima morire” dirà Ulisse poco prima di trovare la pace e sfuggire alla mostruosità della guerra, ma si può mai veramente sfuggire a tale mostruosità?

In scena 21 ragazzi con patologie psichiche che attraverso il teatro trovano il modo per incanalare le loro emozioni, per vivere e far vivere personaggi e storie che emozionano puntualmente lo spettatore. Il viaggio di Ulisse insomma, ma anche il viaggio di persone straordinarie che con la loro grande forza di volontà urlano il loro esserci attraverso le voci e le parole che solo il teatro può offrire.

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