Presentazione del libro di Guido Michelone “Il Jazz e gli Animi”

Venerdì 15 ottobre in Piazza San Giovanni a Chiavari

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Dopo il successo del concerto “Jazz Celebration” con il Giulia Cancedda Trio, che si è tenuto venerdì 8 presso “The Best Drink” di Chiavari, il Jazz Club Chiavari propone un nuovo appuntamento in occasione della 1° Giornata Nazionale dei Jazz Club. L’incontro che si terrà venerdì 15 ottobre, concluderà la prima edizione di ITACLUB JAZZ FESTIVAL, il festival diffuso che si sta svolgendo in tutta Italia, nei 23 club aderenti alla manifestazione.

Per festeggiare la nuova “ricorrenza” il jazz club chiavarese propone, alle 17:30 presso “Spazio Casoni” in piazza San Giovanni, la presentazione del libro: “Il jazz e gli animi – 100 anni di musicisti, tendenze, strumenti, novità” (Arcana editore) di Guido Michelone. L’autore dialogherà con Paola Pastorelli, giornalista de Il Secolo XIX, introdurrà l’incontro Rosario Moreno, presidente del Jazz Club Chiavari. L’ingresso è libero, nel rispetto delle norme anti Covid.

 

IL LIBRO:

“Continua quella che è ormai definibile come “Enciclopedia tematica in progress”: dopo Il jazz-film, Il jazz e le arti, Il jazz e le idee, Il jazz e le cose, ecco un testo sullo spirito di questa musica attraverso i personaggi che, lungo un secolo, hanno caratterizzato un sound unico al mondo. I tanti animi del jazz diventano via via, nel corso della Storia, animo blues, hot, swing, bebop, cool, hard bop, soul, free, trasformandosi in autentici linguaggi musicali autonomi. Sono animi che si legano visceralmente agli strumenti musicali (sax, tromba, pianoforte, chitarra, contrabbasso, batteria). Animi cosmopoliti e multietnici (afroamerican, afrobritish, european) che dagli Stati Uniti partono in missione per continenti, tornando culturalmente felici e arricchiti. Animi vogliosi di confrontarsi con altri suoni (pop, rock, entertainment), intrecciando fusioni, contaminazioni, ibridazioni con molte esperienze giovanili. Animi trasversali a epoche diverse in un cammino spaziotemporale tanto audace quanto insidioso (contemporary, future-rétro). Animi in rapporto spesso delicato con lo show business (PollWinners, in/out). Animi che vanno oltre il fare, osservando e ascoltando il jazz dall’altra parte della barricata (storico, jazzofilo, critico, giovane, ascolto). Insomma, tanti animi sensibili, giovani, aperti, curiosi, in grado di cogliere la novità e la bellezza e rielaborarle in melodie e ritmi che da sempre muovono focosi sentimenti, qui discussi e raccontati coinvolgendo non solo persone, ma anche luoghi, canzoni, dischi, eventi, amenità, imprevisti.

 

L’AUTORE:

Guido Michelone insegna Storia della Musica Afroamericana al Master in Comunicazione Musicale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed è titolare della cattedra di Storia, Analisi ed Estetica della Musica Jazz e Afroamericana presso il Conservatorio Vivaldi di Alessandria, dove è anche responsabile della Master Class in Storia della Popular Music; dal 2009 tiene il corso di Musica e Media presso l’Accademia di Belle Arti ACME di Novara. Sulle relazioni tra musica e cinema ha lavorato ai progetti Tutti for Louis, Miles Gloriosus, Boogie Movie dei registi Ciprì e Maresco, al lungometraggio Jazz Story del cartoonist Riccardo Maneglia, ai due documentari Il canto jazz per il Museo del Jazz di Genova, alla videobiografia Giancarlo Cazzaniga il pittore dei Jazz Men diretta da Paolo Mosca. Sempre su cinema e musica, Michelone ha pubblicato numerosi saggi tra cui “Il cinema dei Beatles, Imagine. Il rock-film tra nuovo cinema e musica giovanile”, “Musica & Media”, “Il jazz-film” e con Giannalberto Bendazzi ha curato le antologie “Coloriture” e “Il movimento creato su musica/cartoon”; dirige la collana: “Breve introduzione alla storia dei rapporti musica/cinema”, di cui sono usciti i due volumi: “Musical, jazz e cinema” e “Avanguardie e astrazioni”. Saggi e commenti su arti visive e performative; è anche autore dei due romanzi: “Cinquanta. Secondo Novecento” e “A Charlie Chàn
piace il jazz?” oltre a sei commedie raccolte nel volume “Teatro Jazz” e della raccolta di liriche “Quasi dei blues”.

 

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