“Medea in Corinto”

Il debutto è in programma sabato 20 novembre alle ore 2

456

Nel 1821 Gaetano Donizetti torna a Bergamo dopo i primi flebili successi giovanili ed è disoccupato: in città la scena musicale è per il suo maestro Giovanni Simone Mayr che per il Teatro Sociale rielabora il suo più grande successo operistico Medea in Corinto su libretto di Felice Romani, lavoro accolto trionfalmente nel 1813 al Teatro San Carlo di Napoli con Isabella Colbran prima donna.
A duecento anni da quel debutto, la versione “bergamasca” di Medea in Corinto torna in scena per la prima volta in età moderna e nello stesso luogo nell’ambito del festival Donizetti Opera 2021, pensando che probabilmente anche il giovane Gaetano sia stato coinvolto nella riscrittura dell’opera dal suo maestro, come sembrano mostrare alcuni passaggi stilisticamente non affini.

Il debutto è in programma sabato 20 novembre alle ore 20 dopo un’applauditissima anteprima Under30; le repliche sabato 27 novembre e sabato 4 dicembre sempre alle ore 20.

La nuova produzione dello spettacolo è firmata dal direttore artistico del festival Francesco Micheli che interpreta, con il drammaturgo Davide Pascarella, la celebre vicenda mitologica come un viaggio a ritroso di Giasone e dei due figli dal 2021 alla metà degli anni Sessanta: con Medea erano una coppia di migranti verso il benessere delle grandi città nel boom economico. Le scene – tutte realizzate con elementi originali dell’epoca – sono firmate da Edoardo Sanchi e i costumi da Giada Masi. Le luci sino di Alessandro Andreoli.

Interprete della protagonista Medea è Carmela Remigio che in questi anni sta compiendo un ampio percorso in scena con un cast di interpreti di rilievo come Marta Torbidoni (Creusa), Michele Angelini (Egeo), Juan Francisco Gatell (Giasone), Roberto Lorenzi  (Creonte), Caterina Di Tonno (Ismene), Marcello Nardis (Tideo).
Sul podio dell’Orchestra Donizetti Opera il direttore Jonathan Brandani, esperto di Mayr, mentre il coro Donizetti Opera è istruito da Fabio Tartari.

«La Medea di Romani – spiega Francesco Micheli – è riletta attraverso la tragedia di Corneille, una Medea di corte, del Grand Siècle. La differenza fondamentale riguarda il personaggio di Egeo. In Euripide, è di passaggio, una parte quasi secondaria. Corneille, che ammette che nel mito di Medea c’è poca azione, lo fa diventare l’ex fidanzato di Creusa, e così l’opera diventa una specie di Così fan tutte, un gioco delle coppie che si sovrappone e si interseca alla tragedia classica, smorzando così la dimensione epica e rendendola più umana. Rileggendo le varie versioni di Medea, mi è balzata agli occhi la circostanza che i suoi figli non parlano mai. Noi cerchiamo invece di farli parlare, di descrivere il loro dolore. ‘I giovani non provano dolore’, dice la vecchia Ecuba in Euripide. Al contrario, noi crediamo di sì, e che il loro dolore, benché nell’opera sia muto, sia sofferenza vera. Se c’è un punto di vista che abbiamo scelto per guardare la vicenda, è proprio quello dei figli di Medea e Giasone, che alla fine sono le vere vittime di questo scontro. E allora la storia di Medea diventa una metafora emotiva che ricorda quella di Edipo o degli altri miti di cui la psicanalisi ci ha spiegato le ragioni. L’epica classica inscena i nostri mondi interiori, ci svela nelle nostre fragilità e nelle nostre sofferenze e in qualche modo le spiega. E questo benché tutte le azioni violente che si verificano nell’opera siano metaforiche. Ma, in fin dei conti, nessuno ha ammazzato il padre per giacere con la madre, ma tutti hanno vissuto il complesso di Edipo. Allo stesso modo, nello spettacolo i figli di Medea non moriranno ‘davvero’, ma la vicenda sarà un teatro della memoria dove essi rivivranno la morte, metaforica ma lo stesso dolorosa, che è per ogni figlio il dissidio fra i genitori».

Dal punto di vista musicale, il direttore Brandani parlando di Mayr dice che «è un musicista che mi affascina e trovo profondamente ingiusta la sua scomparsa dai cartelloni. Suonandola al pianoforte, la sua musica dà l’impressione di ascoltare un Mozart che non è morto e che ha potuto sviluppare quelle intuizioni preromantiche che si avvertono nelle pagine dei suoi ultimi anni. Insomma, l’impronta è inconfondibilmente mozartiana, ma con una sensibilità già ‘moderna’. Aggiungo che Mayr fonde le due grandi tradizioni musicali dell’Europa del suo tempo. Quella tedesca, nell’attenzione agli aspetti armonici, al contrappunto, alla ricchezza della scrittura strumentale che però è mantenuta in un ambito quasi cameristico. E quella italiana per la sua cantabilità e per la fiducia nelle possibilità espressive della voce umana. La partitura è ricca di momenti concertanti, ma l’ultima parola, diciamo così, l’ha sempre il cantante. Anzi, talvolta Mayr esplora con grande originalità e sensibilità le possibilità evocative della voce. Sono momenti non frequenti, ma qui davvero l’urgenza espressiva del canto diventa modernissima».

Il 27 novembre sarà il giorno della Donizetti OperaTube dedicato a Medea con lo streaming dell’opera e la diretta – disponibile anche su Facebook – del salotto di Citofonare Gaetano con Diego Passoni, Francesco Micheli, Alberto Mattioli e tanti ospiti che commenteranno lo spettacolo insieme a chi è collegato sui social.
Sempre su Medea (così come per gli altri titoli del Donizetti Opera), sono disponibili tanti approfondimenti per gli abbonati alla Donizetti OperaTube come i format Alle prove con Mattioli, in cui è protagonista il Dramaturg della Fondazione, per conoscere da vicino gli spettacoli, gli artisti e la musica dell’opera, e Parla con Gaetano, video in cui gli artisti ospiti del festival confidano al compositore bergamasco ricordi, idee e pensieri.

sabato 20 novembre, ore 20 (fuori abbonamento)
sabato 27 novembre, ore 20 (fuori abbonamento)
sabato 4 dicembre, ore 20 (Turno A)
Teatro Sociale, Bergamo

In onda sulla Donizetti OperaTube dal 27 novembre alle ore 20

Biglietteria
Piazza Cavour, 15 – Bergamo – martedì-sabato, ore 13-20

Costo dei biglietti:
– opere al Teatro Donizetti:da 110 euro a 30 euro
– opere al Teatro Sociale:da 90 euro a 30 euro
– “C’erano una volta due bergamaschi” e Recital Dies natalis al Teatro Sociale:da 35 euro a 20 euro
– anteprime Under30: 10 euro

Carnet: acquista tutti i biglietti di ciascun weekend con lo sconto del 25%.