Le sorelle Macaluso

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fotoL’intensità e il fascino del teatro di Emma Dante torna a Napoli. Fino al 10 maggio al teatro Mercadante c’è “Le sorelle Macaluso”. Andato in scena durante la scorsa stagione teatrale, lo spettacolo della drammaturga palermitana continua a riscuotere successo e a commuovere il pubblico. Una messa in scena che parte dal buio e al buio ritorna, che nasce e finisce con la danza e ci proietta un mondo in cui vivi e morti si confondono. Ma non sono i soli elementi a sfumarsi, ci sono anche il passato e il presente, le memorie, i ricordi belli e terribili. Al centro della storia sette donne, sette sorelle che piombano in scena con scudi e spade, parlano in dialetto siciliano e quasi rimandano alle figure dell’opera dei Pupi per quelle spade, elementi simbolo delle vicende dei paladini, lasciate come testimoni a proscenio.

Il racconto della famiglia Macaluso, tra memorie, desideri, dolori e rimproveri, parte dal corpo, dai movimenti scenici, dalla danza che accompagna tutta la pièce. Una corporalità e una nettezza di movimenti che racconta più delle parole, che pure in questo spettacolo sono importantissime e riaffermano un ritorno alla tradizione, un cercare l’identità perduta. Si parte dall’infanzia, vestiti floreali per questo periodo della loro vita. Gina, Cetty, Maria, Katia, Lia, Pinuccia e Antonella ricordano il loro primo giorno al mare quando la spensieratezza lasciò il posto al lutto. E subito i costumi diventano scuri, nella penombra del palco si alternano i vivi e i morti. Dalla fanciullezza all’età adulta. Significativo il confronto con un padre fallito anche da morto e struggente la scena dei genitori stretti in una danza che è un continuo amplesso. La storia dei Macaluso aggiunge lutto a lutto e l’intera scena diventa la metafora di quel limbo tra vita e morte, con i defunti al buio ed i vivi in piena luce. Bellissima la scena finale affidata alla nudità di un corpo femminile che danzando si allontana nel buio. Lunghi e meritati applausi.

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con Serena Barone, Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Italia Carroccio, Davide Celona, Marcella Colaianni, Alessandra Fazzino, Daniela Macaluso, Leonarda Saffi, Stephanie Taillandier
luci Cristian Zucaro
armature Gaetano Lo Monaco Celano
foto Carmine Maringola

produzione Teatro Stabile di Napoli, Théâtre National (Bruxelles), Festival d’Avignon, Folkteatern (Göteborg)
in collaborazione con Atto Unico / Compagnia Sud Costa Occidentale
in partenariato con Teatrul National Radu Stanca – Sibiu

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