Estate Fiorentina 2018

Ines Arsì intervista Tommaso Sacchi, curatore del Festival

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Estate Fiorentina 2018
©Paula Del Mas

Tommaso Sacchi, Capo Segreteria Culturale di Firenze e curatore dell’Estate Fiorentina, quali sono, a suo parere, gli eventi più significativi che riguardano questo straordinario semestre di iniziative culturali?

Mi riesce difficile stabilire una classifica delle iniziative dell’Estate Fiorentina. E’ un progetto dichiaratamente vario e multidisciplinare, che conta quasi un migliaio di iniziative in programma e si rivolge a pubblici diversissimi: dagli appassionati di jazz al pubblico dell’arte contemporanea passando per le sperimentazioni della musica elettronica e le performance per i più giovani. Cerco però di rispondere alla sua domanda citando alcune iniziative che mi riempiono di orgoglio e soddisfazione per il lavoro fatto: il cinema agli Uffizi è stata una grande scoperta dell’Estate, per il secondo anno abbiamo lavorato su questo progetto straordinario coinvolgendo tutti i grandi festival di cinema fiorentini (dal cinema documentario del Festival dei Popoli alle scoperte dal Medio Oriente del MiddleEast Festival sino agli incroci più attuali tra arte contemporanea e cinema dello Schermo dell’Arte) per offrire oltre un mese e mezzo di programmazione di film gratuiti, in lingua originale e sottotitolati offerti alla cittadinanza e agli ospiti in città nel cinema all’aperto più bello del mondo: il Piazzale degli Uffizi, per l’appunto. Poi mi permetta di citare il nostro Firenze Jazz Fringe Festival, un progetto al quale ho lavorato molto negli ultimi anni e che porta il meglio del Jazz d’autore nelle vie, nelle piazze, nei locali e nei giardini dell’Oltrarno fiorentino: un quartiere magico, autentico e pieno di carisma che merita una rassegna di questo livello. Inaugureremo il FJFF con Enrico Rava che suonerà sul sagrato della Basilica di San Miniato al Monte per celebrarne il millesimo compleanno.

Luoghi inediti e poco conosciuti sono “ritrovati” grazie a progetti strategici che riconnettono al tessuto urbano centrale realtà spesso a rischio di marginalità. La cultura è, a suo parere, un mezzo di riqualificazione delle periferie e di valorizzazione dei siti artistici più trascurati?

Riceviamo ogni settimana lettere e messaggi di cittadini che tornano a vivere le piazze della periferia e godono di una stagione diffusa di cinema, arte, musica sotto-casa in luoghi troppo spesso poco considerati. Sono particolarmente affezionato, ad esempio, al progetto Cinema Tascabile: un furgoncino con uno schermo, un proiettore e qualche poltroncina che ogni settimana si ferma in una piazza diversa trasformandola in cinema en plein air: da Peretola a Rovezzano, toccando tutte le periferie cittadine. Questo sistema di “infrastrutture agili” e itineranti l’abbiamo applicato al circo, al teatro e alla musica classica. Un sistema d’iniziative culturali di qualità e a basso costo che animano le piazze della nostra città. A volte i progetti più semplici hanno un’efficacia e un impatto socio-culturale enormi.

Per quanto riguarda la valorizzazione dei siti meno noti o trascurati dal grande pubblico abbiamo attuato un sistema di festival che insistono proprio su questa riscoperta e riappropriazione delle piazze, dei monumenti, dei musei meno conosciuti ma non per questo meno belli o meno degni di attenzione. Secret Florence è una rassegna nata tre anni fa mettendo intorno al tavolo tutte le più autorevoli realtà del contemporaneo della città (Virgilio Sieni, Tempo Reale, Fabbrica Europa, Lo Schermo dell’Arte, il Musicus Concentus, le Murate-PAC) e chiedendo loro di “adottare” un luogo segreto della città, progettando iniziative site-specific (da qui il nome Secret Florence). È nata cosi una geografia straordinaria di performance, concerti, installazioni sonore, proiezioni, che hanno permesso una rilettura e una riscoperta efficace di alcuni siti cittadini. Un’ultima considerazione la vorrei dedicare a due luoghi che solo da quest’anno sono stati inseriti nella geografia culturale dell’Estate Fiorentina: il chiostro grande di Santa Maria Novella (restituito a funzione culturale dopo circa cento anni di utilizzo militare) e i bellissimi cortili della Manifattura Tabacchi, un’archeologia industriale che conta oltre tredici edifici progettati negli anni Trenta da Pierluigi Nervi che per la prima volta hanno ospitato Festival dell’Estate come il Florence Folks e il Festival au Désert. Luoghi della storia più o meno recente della città che si raccontano attraverso le più diverse produzioni di cultura.

Siamo nel vivo di questa edizione dell’Estate Fiorentina. Il pubblico sta dimostrando una reazione di interesse alle proposte offerte?

I numeri che stiamo rilevando sono molto soddisfacenti ma ancor di più il riconoscimento che a livello nazionale stiamo ricevendo. L’Estate gode di ottima attenzione e negli anni si è affermato come festival interdisciplinare e civico più grande del Paese. È importante che i Comuni, le Pubbliche Amministrazioni si intestino iniziative a costi contenuti ma dal forte impatto culturale e rigenerativo di alcune aree urbane spesso poco conosciute o dimenticate.

Il fenomeno del turismo è incrementato ulteriormente da questo festival?

Non sono in grado ora di fornirle dati certi sull’incremento del turismo in funzione delle iniziative di questa Estate Fiorentina ma posso dirle che la buona organizzazione e promozione di iniziative culturali chiama un pubblico attento e rispettoso anche da fuori città. Il melting pot che si rileva ogni sera al cinema agli Uffizi fa pensare a un grande progetto di incroci culturali così come, per fare un altro esempio, gli appassionati di ottoni e strumenti a fiato si radunano da tutta Europa proprio in questi giorni per l’Italian Brass Week, un altro pezzo di Estate Fiorentina che porta il meglio della “brass music” internazionali sulle sponde dell’Arno e per le vie della città. Voglio aggiungere che le due arene della grande musica in città (Musart in Santissima Annunziata e Firenze Rocks alle Cascine) hanno registrato un successo straordinario di pubblico proveniente da tutto il mondo. Grazie ai nostri validi organizzatori e promoter Firenze è tornata ad essere una meta riconosciuta della live music nazionale e internazionale (Foo Fighters, Guns N’ Roses, Ozzy Ousborne, Iron Maiden, De Gregori, Bolle, Ermal Meta, Chick Corea, Rava, Cacciapagia in una unica bellissima stagione).

Come sono affrontate invece le criticità dovute all’attuale allarmismo terroristico?

Le norme e le prescrizioni si sono intensificate e sono cambiate dopo i terribili fatti di alcune capitali europee e dopo il noto evento di Torino, ma la prima regola è informare, muoversi per tempo e lavorare affinché chi organizza sia messo nelle condizioni di conoscere le regole e premunirsi con ogni azione necessaria. Il Comune organizza continue conferenze di servizi e incontri inter-forze atti ad analizzare ogni aspetto e adottare ogni misura necessaria per tempo. Solo così si può ottemperare alle prescrizioni da un lato e non rinunciare alla vivacità della stagione culturale di piazza dall’altro.

Firenze è una città d’arte di inestimabile valore storico. Questa iniziativa comprova che può essere ancora una fucina viva di creatività, senza adagiarsi esclusivamente sulla gloria del suo passato?

Non sono fiorentino di nascita, mi ci sono trasferito poco più di quattro anni fa e devo dire ho trovato una città viva e straordinariamente attiva sul piano della produzione contemporanea. Firenze vive di un passato unico (dal punto di vista artistico, architettonico e culturale in genere) e quindi piuttosto “ingombrante”, ma non per questo deve essere ritenuta una città che si guarda solo alle spalle. Proprio dal confronto tra piazze, musei, parchi, opere del passato e le produzioni degli artisti di oggi stanno nascendo traiettorie nuove e incroci inaspettati che stanno marcando in maniera forte e positiva le nostre stagioni di cultura

Come le piacerebbe progettare una futura edizione dell’Estate Fiorentina?

È troppo presto per svelare il taglio della prossima Estate, le posso solo dire che non abbandoneremo l’idea di riaccendere e riqualificare, attraverso la cultura, le nostre periferie.

Ringraziamo il curatore del Festival Tommaso Sacchi, Michele Rossi in Commissione Tecnico Artistica e tutti i collaboratori del Comune di Firenze che hanno contribuito a rendere Estate Fiorentina 2018 un successo.

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