Teatro ragazzi per la formazione continua

Il più efficace dei modi di comunicare per affrontare il tema più importante per il futuro della nostra civiltà

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Rosa, ma non troppo
Foto di Francesca Savini

Nei giorni appena successivi alla Festa della Donna, Onda Teatro porta in scena uno spettacolo per un pubblico giovane, di cui però si percepisce l’urgenza soprattutto a proposito degli spettatori adulti: scritto a sei mani da Francesca Guglielmino, Silvia Elena Montagnini e Bobo Nigrone, Rosa, ma non troppo (primo capitolo del progetto produttivo Ri-Belle) è la messinscena ispirata a Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo, un racconto che si rivolge tanto alle bambine quanto ai bambini per insegnare loro, preventivamente, una lezione che purtroppo molti adulti sembrano non aver ancora imparato.

Due amiche (Claudia Appiano e Silvia Elena Montagnini) spezzano una lunga attesa ricordando il ruolo che tante grandi donne hanno avuto nel progresso della scienza, della civiltà e dell’etica. L’impostazione della scena mantiene i canoni del teatro ragazzi: un teatro molto “fisico”, di una plasticità narrativa che trascende il colore della materia (rosa, ma non necessariamente: il colore come simbolo degli stereotipi sulla donna ne evidenzia la duplice astrazione, acuendone la gratuità), ma in virtù del solo tema è facile scorgervi uno spettacolo “adulto”. Quasi un progetto di formazione continua.

La necessità, tuttora lacunaria, di favorire una percezione della parità dei diritti è la morale del racconto di Guglielmino, Montagnini e Nigrone: la falsa opposizione uomo/donna si riproduce nella divisione scenografica (progettata e illuminata da Sara Brigatti), che alterna l’attesa delle protagoniste alla loro narrazioni di “storie vere”, del coraggio e della caparbietà di alcune donne da prendere a modello (indipendentemente dal genere di appartenenza).

Unico simbolo/stereotipo che vogliamo concederci in questa sede, nel salutare l’ottima produzione di Onda Teatro andata in scena alla Casa Teatro Ragazzi di Torino, è la tendenza “tipicamente” femminile alla risoluzione dei problemi/conflitti senza ricorrere alla violenza: un modello di questo tipo non si limiterebbe ad affrontare la tematica sessista o addirittura a risolverla definitivamente, potendo perfino ispirare una propensione a quel concetto di civiltà di cui a molti “adulti”, evidentemente, sfugge ancora il significato.

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Rosa, ma non troppo

Storie di ragazze coraggiose e ribelli

di Francesca Guglielmino, Silvia Elena Montagnini e Bobo Nigrone

con Claudia Appiano e Silvia Elena Montagnini

regia Bobo Nigrone

scenografia e disegno luci Sara Brigatti

costumi Born in Berlin

produzione Onda Teatro

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