Peaky Blinders

Voglia di storie di gangster magari con una bella ambientazione anni '20 e '30? Allora questa serie fa decisamente al caso vostro! Disponibile su Netflix

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Peaky BlindersNon so se è successo anche a voi, ma all’improvviso un sacco di amici e conoscenti hanno iniziato a raccomandarmi una serie chiamata “Peaky Blinders”. Incuriosita da tutto questo gran parlare mi sono documentata ed ho scoperto che la serie è stata ispirata ad un fatto storico realmente accaduto. Infatti questa gang criminale è davvero esistita e si è formata nei quartieri poveri di Birmingham. Sarò sincera: gli anni ’20 e ’30 non mi hanno mai fatto impazzire, ma è altrettanto vero che una serie ben fatta potrebbe essere interessante anche se fosse ambientata nel Neolitico.

Infatti come è andata a finire? Dopo aver visto le prime puntate, le restanti me le sono bevute tutte d’un fiato come se fossero acqua ghiacciata in una torrida estate. Adesso posso dire di aver capito cosa ci sia di tanto affascinante.

Cillian MurphyIn primo luogo non si può rimanere indifferenti di fronte alla bravura degli attori e alla magnifica ricostruzione della vecchia Birmingham, dagli edifici al dettaglio dei costumi. Cillian Murphy supera se stesso, ma non sono da meno neanche Helen McCrory, che ha la rara fisicità di una donna degli anni ’30, e Paul Anderson, che interpreta magistralmente un uomo corroso dagli orrori della prima guerra mondiale, diviso tra l’essere un animale in preda alla propria ira e, al contempo, un uomo che sa di avere della bontà in fondo all’anima.

Fino a qui sono sicura che saremmo tutti d’accordo ma, oggi come oggi, la bravura nella ricostruzione storica e nella recitazione non basta più ad elevare la serie a “mangio-episodi-come-ciliegie”.

Secondo me il vero segreto sta nella trama. Oltre a non essere mai banale, è ricca di colpi di scena che tengono lo spettatore con il fiato sospeso.

Pensandoci bene aggiungerei un ultimo ma importante motivo, che ci spinge a divorare una serie come questa.

Da lavoratrice, e pendolare, vivo spesso momenti di grigia routine, soprattutto in inverno, quando si parte da casa che è buio e si torna che è nuovamente buio. Tutti i volti che vedo la mattina in treno raccontano spesso la mia stessa sensazione. Ci sono giorni in cui ci sentiamo così tanto preda della quotidianità da sentirci delle pecore nel gregge. Affrontiamo la mattina nel sonno, lavoriamo una giornata intera e torniamo a casa cotti a puntino. Una cena, forse un’uscita se abbiamo ancora le forze, e poi a letto per affrontare la stessa routine il giorno dopo.

Viviamo questa sensazione latente che ci accompagna come una vecchia comare. Per qualcuno è confortante, perché sente di avere il controllo sul domani, per altri è terrificante perché al contrario pensa di essere ingabbiato nel domani. “Peaky Blinders” ci permette di interrompere questa sensazione latente e, come farebbe un buon libro, ci cala nei panni dei gangster che tutto fanno tranne avere una vita da gregge. Viviamo le loro scelte con partecipazione, e le loro storie ci danno quel quantitativo di adrenalina necessario a rendere più facile la nostra giornata, comunque essa sia andata.

In conclusione ritengo che si tratti di una delle più belle serie che sono a disposizione su Netflix e ve la consiglio caldamente!

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Crediti

Ideatore Steven Knight

Casa di produzione Caryn Mandabach Productions, Tiger Aspect Productions

Distributore Netflix

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Interpreti e personaggi:

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