Poliedrici polistrumentisti dall’Armenia

Niente narrazione, solo puro e totale divertimento

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POPBINSL’ultima rappresentazione alla Casa del Teatro di Torino rompe gli schemi, in tutti i sensi: Popbins, lo spettacolo comico-musicale dei Jashgawronsky Brothers, si presenta come il concerto di quattro polistrumentisti che suonano strumenti realizzati con materiale di riciclo, ma rinuncia a qualunque tipo di narrazione – sia nei termini di sequenza logica degli avvenimenti che a proposito della loro curiosa strumentazione – per lasciare tutti i riflettori al divertimento puro.

Il ritmo dello spettacolo infatti non lascia spazio a domande o curiosità (come fa una scopa a suonare come un contrabbasso?): Popbins è uno show limato di qualunque scorza retorica, non ha bisogno di enfatizzare la particolare manifattura degli strumenti musicali per apparire pieno di carattere. In effetti, sono già i quattro interpreti (brother Pavel, brother Suren, brother Richard e brother Francis) ad apparire sul palco come altrettanti personaggi pienamente caratterizzati.

Nessuna linea narrativa. Piuttosto, le fasi ottimamente orchestrate di una comunicazione umoristica restituiscono una forma alla storia implicita: risulta davvero facilissimo immaginare i quattro fratelli Jashgawronsky profanare una discarica per allestire la propria orchestra, accaparrandosi ogni altro oggetto che andrà a far parte dell’improbabile scenografia.

L’effetto comico si accompagna alla poliedricità degli interpreti, che tra uno strumento e l’altro concedono al pubblico numeri di illusionismo e giocoleria; nuovi “conigli nel cappello” vengono estratti ogni volta che si scopre in un elemento della scenografia l’ennesimo strumento musicale, aprendo a inedite forme di narrazione.

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POPBINS

Jashgawronsky Brothers

Di Diego Carli

Con brother Pavel, brother Suren, brother Richard e brother Francis

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