Marco Paolini in “Nel tempo degli dèi – Il calzolaio di Ulisse”

Andato in scena al Teatro Puccini di Firenze

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Marco Paolini
Foto di Masiar Pasquali

di Marco Paolini e Francesco Niccolini

regia Gabriele Vacis

e con Saba Anglana, Elisabetta Bosio, Vittorio Cerroni, Lorenzo Monguzzi, Elia Tapognani

musiche originali di Lorenzo Monguzzi con il contributo di Saba Anglana e Fabio Barovero

produzione Jolefilm

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L’intera umanità, da oltre duemila anni, nel corso di tutte le sue peripezie alla volta del progresso, racconta, menziona anche inconsapevolmente, rammenta, riascolta la storia di Odisseo; per alcuni “Nessuno”, per altri il re dei bugiardi, per il suo popolo un sovrano impazzito che seminava sale, ma poi, sempre, in ciascuno, simbolo, perno profondo, chiave di volta nella tradizione della ricerca-azione e del viaggio di ritorno alle radici del sé.

Questo racconto di formazione, epico e prezioso, intarsia sapientemente i frammenti essenziali dell’introspezione, della dominazione degli istinti, della gestione delle tempeste burrascose che attraversano la vita, corrompendo le aspirazioni e il libero arbitrio, nella sfida eterna contro il fato, narrando efficacemente la perdizione e le circostanze che assecondano l’oblio, ma anche e soprattutto le formule di sopravvivenza, le leve imponenti sulle quali poggia la determinazione, il desiderio di ritrovarsi.

La statura umana di un eroe che si addentra nell’incognita per poter far ritorno a casa, così, come suggerito agli occhi veggenti di cantore cieco dalla potenza ispiratrice delle Muse, non può che riecheggiare nei secoli per la sacralità del suo percorso, fonte chiara della sua identità crescente e motivo centrale della sua meta finale.

Itaca è culla e bara, specchio di un animoso turbamento collettivo e amuleto di Marco Paolini, in una bellissima interpretazione che raccoglie i resti del mito e li riesuma, alla luce fumosa di questi tempi incerti, ancora feriti e offesi da guerre e contraddizioni dolorose di cui non sappiamo farci altra ragione che il volere degli dèi.

Nella passione cristologica del suo reduce da ogni disgrazia, si ricava la forza della dignità umana, il potere del sacrificio quale affermazione delle proprie scelte.

Lo accompagnano, in questo straordinario viaggio itinerante, un gruppo di musici sciamanici, la guida maieutica di Vittorio Cerroni, un “Puck” assolutamente shakespeariano e un vortice di onnipotenza femminea, materna, ultraterrena, nella voce e nelle movenze energiche e prepotentemente esorcizzanti di Saba Anglana.

Il pubblico è raccolto intorno ad un rito che sopravvive, in tutta la sua forza, dalla notte dei tempi.

Ines Arsì

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